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Borsa: la guerra degli annunci su Hormuz agita listini, Milano in rosso (-1,6%)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 mag - Le tensioni sui mercati continuano a ruotare attorno a Hormuz che, di fatto, resta bloccato anche se Usa e Iran proseguono con la strategia degli annunci incrociati sul destino dello stretto.

Dichiarazioni interpretate dalle Borse europee con sempre maggiore diffidenza, come testimoniano gli indici in rosso e il rally del petrolio sopra i 110 dollari al barile (nel caso del Brent). Mentre la tregua tra Washington e Teheran resta cosi' appesa a un filo, nel corso della seduta non sono mancati momenti di 'panic selling', soprattutto quando i media iraniani hanno riferito di una fregata americana colpita da due missili nello Stretto (incidente smentito dagli Usa). All'elenco delle tensioni si e' poi aggiunta una nave sudcoreana andata in fiamme dopo un'esplosione nella zona mentre, al contempo, il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha assicurato che gli Stati Uniti avrebbero 'il pieno controllo' di Hormuz. Senza contare i dubbi degli osservatori sul 'Project Freedom' di Donald Trump per aiutare le navi a lasciare lo Stretto.

Questa situazione di incertezza - sommata all'aumento del 25% dei dazi statunitensi sull'auto europea - ha di nuovo zavorrato i principali listini del Vecchio Continente. Non fa eccezione Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede l'1,6% appesantito dalle vendite su quasi tutti i comparti, dalle banche agli energetici. Le peggiori a fine giornata sono Unipol (-3,7%), Intesa (-2,6%) e Enel (-2,5%). Tra le poche a salvarsi Nexi (+2,8%) e il settore tech grazie alle indicazioni incoraggianti arrivate da Apple. +2,1% per St e il pharma di DiaSorin (+2,6%). Al di fuori del paniere principale, fallisce il rimbalzo Bff Bank (-4,6%) dopo il nuovo tonfo seguito alla revisione del bilancio 2025 e al taglio dei target 2026.

Sul mercato valutario, l'euro viaggia a 1,1701 dollari (da 1,1730 giovedi' in chiusura). La moneta unica vale anche 183,88 yen (da 184,15), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 157,15 (da 156,80). Sul fronte dell'energia, infine, +6,7% a 48,8 euro al MWh per il gas e corre di nuovo il prezzo del petrolio: il future giugno del Wti sale del 2%% a 104 dollari al barile, mentre il contratto di luglio per il Brent schizza al rialzo del 4,5% a 113 dollari.

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