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Moody's: rischi climatici possono aggiungere 12,5 pt a debito/Pil Italia entro 2050

E' il paese piu' esposto tra le grandi economie Ue (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 nov - I danni provocati dagli eventi climatici estremi potrebbero aumentare il rapporto debito/Pil dell'Italia di circa 12,5 punti percentuali entro il 2050 rispetto allo scenario di base di Moody's. E' la stima contenuta in una ricerca dell'agenzia sulle quattro maggiori economie dell'Ue, che individua nell'Italia il Paese piu' esposto a ricorrenti pressioni sui conti pubblici derivanti dalle catastrofi naturali. La proiezione si basa su uno scenario climatico che presuppone il mantenimento delle politiche attuali. L'impatto stimato sul debito italiano e' superiore a quello delle altre grandi economie europee: per Francia e Spagna l'aumento sarebbe di circa otto punti percentuali di Pil, mentre per la Germania si fermerebbe a tre punti. A rendere particolarmente vulnerabile l'Italia e' la combinazione di elevate perdite fisiche, ampie lacune nella protezione assicurativa e minori margini di bilancio. Secondo le stime di Moody's, il divario di copertura per le inondazioni raggiunge il 75%, contro il 5% della Francia e una media europea del 43%. La ricerca sottolinea che l'esposizione dei conti sovrani dipende sempre piu' non soltanto dall'entita' dei rischi fisici, ma anche dalle modalita' con cui le perdite vengono assicurate, finanziate e infine assorbite dai bilanci nazionali. Francia e Spagna beneficiano di sistemi estesi di assicurazione contro le catastrofi, mentre la Germania si affida maggiormente alla propria solidita' fiscale per assorbire gli shock. Il nuovo sistema italiano di assicurazione obbligatoria per le imprese - rileva l'agenzia - dovrebbe contribuire a ridurre il divario di protezione. La dimensione delle perdite e' gia' rilevante. Tra il 1980 e il 2024 gli eventi meteorologici estremi hanno provocato nell'Ue danni economici diretti per 822 miliardi di euro, un quarto dei quali concentrato nei soli ultimi quattro anni del periodo.

Francia, Germania, Italia e Spagna hanno rappresentato complessivamente il 72% delle perdite, con una quota consistente dei danni non assicurata. Anche una copertura assicurativa ampia non elimina del tutto i costi per lo Stato. Dopo le alluvioni di Valencia del 2024, la Spagna ha registrato fino al 2025 un impatto cumulato sul disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari a circa lo 0,6% del Pil.

In questo quadro cresce l'importanza degli investimenti nell'adattamento ai cambiamenti climatici. Moody's indica per l'Ue un fabbisogno di circa 70 miliardi di euro l'anno fino al 2050. Tra le quattro economie considerate, le necessita' piu' elevate sono quelle di Italia e Spagna, stimate intorno allo 0,4% del Pil in termini di valore attuale netto.

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