
###Icop: Petrucco (ad), con aggregazione Trevi saremmo competitor su scala globale - INTERVISTA
'In Ops possibile declinazione di obiettivi Cdp' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 6 lug - 'Il tema e' aggregare due soggetti medio-grandi per farne uno grande, cioe' al livello dei tre, quattro competitor mondiali' nell'ingegneria del sottosuolo. Cosi' l'amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco - in un'intervista a Radiocor - ha riassunto la logica industriale alla base dell'Offerta pubblica di scambio (Ops) totalitaria su Trevi (con successivo delisting), annunciata lo scorso 28 giugno, e "non concordata" con la societa' target. Un'operazione con un controvalore complessivo nell'ordine dei 273 milioni di euro e da cui nascerebbe un'entita' con ricavi pro-forma superiori al miliardo di euro, e un backlog combinato di oltre 2 miliardi.
'Abbiamo studiato l'operazione nella convinzione di poter trarre grandi sinergie', afferma l'ad. 'Siamo due imprese che operano nello stesso settore', ma c'e' anche una complementarita' geografica: 'Un punto che vediamo come di grande forza', sostiene, e che 'ci darebbe la possibilita' di poter fare progetti molto importanti'. Come negli Usa, dove Icop e' entrata negli scorsi anni acquisendo Atlantic GeoConstruction Holding: 'Siamo presenti nel mercato dei data center e dei grandi operatori privati, laddove Trevi' lo e' 'con grandi clienti pubblici, in primis l'Usace' (United States Army Corps of Engineers), spiega l'ad, che cita la 'possibilita' di integrare quote e spazi di mercato diversi' nel Paese.
Della stessa opinione e' Giacomo Petrucco, consigliere e investor relator di Icop, rappresentante della quarta generazione di imprenditori alla guida della societa' benefit friulana. L'azionista di riferimento di Icop e' infatti Cifre, holding dei Petrucco, che detiene il 78,4% del capitale. Secondo il consigliere, la possibilita' e' quella di 'aumentare la produttivita' agendo sul lato dei processi e dell'innovazione, non solo nella guerra al ribasso sui costi.
Un modello in cui hai una scala per fare innovazioni direttamente con tecnologia proprietaria aumenta l'efficienza'.
L'altro attore rilevante dell'Ops e' Cassa depositi e prestiti (Cdp), tra i principali azionisti di Trevi con il 21% del capitale. In una nota dei mesi scorsi, Cdp aveva indicato per Trevi una possibile 'funzione di aggregatore di aziende altamente specializzate'. 'Io vedo la nostra ipotesi, la nostra proposta, come una possibile declinazione di quell'obiettivo, perche' in fondo si parla di aggregazione di soggetti per creare un'entita' forte in grado di operare in tutta la gamma dei servizi', commenta in proposito l'ad di Icop. 'Credo che tutti i tasselli si compongano in maniera interessante, spero che questa cosa venga colta e interpretata per quello che e'', aggiunge. 'Lo schema dell'Ops vuole proprio essere la condivisione alla pari delle sinergie. Siamo molto convinti che attraverso l'Ops ci sia una condivisione sostanziale tra gli azionisti delle due entita', in questo percorso del gruppo da costruire', fa notare Giacomo Petrucco. Nella stessa direzione sembrerebbero andare anche le parole del sottosegretario al ministero dell'Economia, Federico Freni, che nei giorni scorsi ha dichiarato: 'Sarei molto felice' se l'operazione andasse in porto, 'potrebbe nascere un campione mondiale importante con un apporto italiano radicatissimo'.
Dal punto di vista economico, Icop e' una realta' che nel 2025 ha visto ricavi per 428,3 milioni (+135%); dal lato Trevi, nello stesso periodo, si parla di un fatturato da 624,017 milioni (- 5,9%).
Ivan Torneo.
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