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Borsa: il lavoro Usa non basta all'Europa, Milano piatta con stallo in Iran

Petrolio in rialzo ma verso deciso calo settimanale (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 mag - La tenuta del lavoro Usa e alcune trimestrali solide non bastano alle Borse europee, che chiudono in rosso l'ultima seduta della settimana con l'incognita mediorientale. Piazza Affari termina sull'esatta parita' e fanno peggio Francoforte e Parigi. Wall Street si muove invece in rialzo sostenuta nelle ultime sedute da una solida stagione degli utili, con tutti e tre i principali indici che dovrebbero chiudere la settimana in positivo.

Lo stallo tra Stati Uniti e Iran - in attesa di una risposta di Teheran sull'accordo di pace - continua a pesare sul sentiment degli investitori mentre proseguono gli scontri reciproci nello Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha tuttavia dichiarato che il cessate il fuoco di un mese resta in vigore. Cosi', il petrolio ha ripreso con piu' convinzione la via dei rialzi, ma senza eccessivi scossoni (+2% il Brent), dirigendosi verso una decisa perdita settimanale. Sul fronte macroeconomico, nel mese di aprile, l'occupazione americana (nei settori non agricoli) e' aumentata di 115.000 unita', superando le attese del consenus, mentre il tasso di disoccupazione e' rimasto stabile al 4,3%, in linea con le attese. 'Si conferma una dinamica occupazionale ancora resiliente: l'economia americana continua a creare posti di lavoro, seppur a un ritmo piu' contenuto rispetto alle fasi piu' robuste del ciclo', osserva Filippo Diodovich di Ig Italia. Intanto, pero', la fiducia dei consumatori americani - secondo l'Universita' del Michigan - e' ai minimi storici a causa del costo della vita (indice in calo a 48,2 punti).

Guardando all'azionario, a Piazza Affari, protagonista e' Prysmian (+5,85%) che chiude in vetta al listino sui massimi storici per capitalizzazione. Rimbalza Tenaris (+2,8%), dopo il tonfo della vigilia, e va bene anche Eni (+1,7%). Segue Poste (+1,9%), all'indomani della trimestrale e in vista dell'integrazione di Tim (+1%). Acquisti anche su St (+1,7%) in scia ai rialzi dei tech. In coda, i titoli della difesa (-3,17% Leonardo, -3,7% Fincantieri). Tra i peggiori, anche Intesa Sanpaolo (-1,97%), nonostante una trimestrale superiore, e Unicredit (-1,3%), che resta sotto i riflettori per il dossier Commerzbank (-3,6% a Francoforte nel giorno dei conti e dell'annuncio di un taglio di altre 3mila posti di lavoro).

Sul valutario, l'euro scambia a 1,177 dollari (1,174 in avvio e 1,177 ieri in chiusura). L'euro/yen si attesta a 184,4 (da 184,1 in avvio e chiusura di ieri) e il dollaro/yen a 156,64 (da 156,8 e 156,4). Per le materie prime, il petrolio resta volatile: il future luglio sul Brent risale a 101 dollari al barile (+1,2%) e il Wti sopra 95 dollari (+0,5%). L'oro spot sale a +0,7% a 4.717 dollari l'oncia.

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