
Borsa: Ue ancora ostaggio di bond e petrolio, a Milano (-1,3%) nuova caduta banche
Brent vola a 105 $ (+5%) (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 ott - I nuovi decisi rincari dell'energia, in scia alle tensioni crescenti in Medio Oriente, tengono sotto scacco le Borse europee, gia' appesantite dall'andamento altalenante dei bond governativi.
Al termine delle contrattazioni, nel Vecchio Continente prevale il segno meno, anche se la lieve frenata dei rendimenti dei titoli di Stato europei permette agli indici di archiviare la seduta con cali meno pesanti rispetto a quelli della mattinata.
Arretra leggermente dai massimi il rendimento dell'Oat francese decennale (al 4,89%), mentre lo spread con il Bund tedesco si assottiglia a 139 punti (-2% dall'apertura). Si allenta la pressione anche sul rendimento del BTp italiano decennale (4,62%), e sul Bono spagnolo (4,12%), mentre riducono i rialzi quelli del Gilt britannico (5,48%) e del Bund tedesco (3,49%).
A condizionare gli scambi, pero', e' soprattutto il rally delle quotazioni energetiche. A un nuovo attacco a una petroliera nel Golfo, in un contesto gia' segnato dal rallentamento della ripresa del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, si aggiungono infatti le indiscrezioni della stampa americana, secondo cui il presidente Trump starebbe valutando un piano per colpire l'Iran prima delle elezioni di medio termine di novembre. Cosi' il Brent in scadenza a dicembre vola a 105,5 dollari al barile, in rialzo del 5,3%, come il Wti per novembre, che scambia a 92,8 dollari (+5,2%). In progresso anche il gas naturale, che si assesta a 79,2 euro al megawattora, dopo aver sfiorato ha sfiorato gli 80 euro nel corso della seduta.
Restano quindi in primo piano le tensioni fiscali in Francia, che tengono sotto pressione il debito sovrano ma, come notano gli analisti di eToro, 'se le vendite colpiscono insieme istituti francesi, tedeschi, spagnoli e italiani, vuol dire che gli investitori guardano oltre il solo rischio francese, soprattutto in un'Europa dove diversi Paesi hanno debiti elevati e margini sempre piu' stretti'. L'Italia e' uno di questi, dove Piazza Affari paga la sua maggiore esposizione al comparto finanziario. Il Ftse Mib di Milano (-1,35%) infatti porta a casa, come alla vigilia, la peggiore performance del Vecchio Continente, complice propri la sofferenza diffusa del comparto bancario europeo (-1,8% l'EuroStoxx 600 di settore).
Sul listino milanese, gli investitori continuano a fare i conti anche con il risiko bancario, mentre si allargano le posizioni favorevoli all'Opas di Intesa Sanpaolo (-2,95%): dopo Delfin e i Benetton, oggi si e' aggiunto anche Caltagirone, sommandosi ai voti contrari alla controffensiva dell'ad di Banca Mps (-2,88%), Luigi Lovaglio, in vista dell'assemblea di Siena del prossimo 29 ottobre. Arretra pure Unipol (-2,6%) nonostante il via libera del cda al maxi-aumento di capitale da 2,5 miliardi, che servira' per finanziare l'acquisto di meta' delle filiali Mps, che poi andranno a Bper (-2,2%). Acquisti invece sui titoli petroliferi, guidati da Eni (+2,66%) che svetta sul listino principale. Ancora in rosso il settore tech, con St che perde il 3,75%, guadagnando la maglia nera del listino, mentre arretrano pure Technoprobe(-2,31%) e Prysmian (-1,6%).
Sul fronte dei cambi, l'euro rimane sotto la soglia di 1,12 dollari, esattamente a 1,1195 dollari (ieri in chiusura a 1,119 dollari). Il bitcoin arretra del 2,4% a 81.155 dollari.
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