Parlamento

10 anni di norme sulla violenza contro le donne, ora serve una raccolta dati

Lo sostiene l’ Ufficio valutazione impatto del Senato nel dossier sulle leggi e le politiche di contrasto al fenomeno

di Barbara Nepitelli

Lo sostiene l’ Ufficio valutazione impatto del Senato nel dossier sulle leggi e le politiche di contrasto al fenomeno

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
(Ansa)

4' min read

4' min read

Dieci anni di norme sul contrasto alla violenza contro le donne: dalla ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2013 al disegno di legge in materia approvato il 22 novembre 2023 dal Senato. E’ l’Ufficio valutazione impatto del Senato, Uvi, a mettere in fila le misure che costituiscono l’impianto normativo, in campo penale e non solo, che l’Italia ha messo in campo per prevenire e reprimere il fenomeno del femminicidio e le altre forme di violenza di genere. Ora per l’Uvi è imprescindibile una raccotta di dati affinata e scambi di informazioni a tutti i livelli per capire meglio la violenza e predisporre gli strumenti più efficaci. ‘In difesa delle donne 2013-2023. Come sono cambiate in Italia le politiche di contrasto alla violenza?’ è il titolo del dossier a cura di Carmen Andreuccioli.

La Convenzione di Istanbul è il punto di partenza

Nel documento si prende come punto di partenza la ratifica della Convenzione di Istanbul con la legge 77 del 2013 che è stata seguita, nello stesso anno, dal decreto legge 93, anti-femminicidio. E’ stato poi approvato il Codice rosso con la legge 69 del 2019 che è stato rafforzato quest’anno con la legge 122. Nel 2022 ha avuto disco verde la legge 53 sulla raccolta di dati statistici. Il decreto legislativo 149 del 2022, in attuazione della legge 206 del 2021, ha invece introdotto nel codice di procedura civile il ‘procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie’. Infine, il disegno di legge 923 del 2023 sul contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza domestica approvato lo scorso 22 novembre ha rafforzato le misure di prevenzione a tutela delle vittime. Nel dossier e nel relativo focus si ricorda che il decreto anti-femminicidio «ha apportato rilevanti modifiche in ambito penale e processuale e previsto l’adozione periodica di piani d’azione contro la violenza sulle donne e domestica».

Loading...

Revenge porn tra i nuovi reati del Codice Rosso

Il Codice rosso «ha introdotto nuovi reati (deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso, revenge porn, costrizione o induzione al matrimonio), aumentato le pene per i reati più frequentemente commessi contro le donne (maltrattamenti, atti persecutori, violenza sessuale), ma anche (e soprattutto) disegnato una procedura a tutela delle vittime, contrassegnata da una accelerazione dell’iter d’indagine». Una normativa rafforzata quest’anno «per assicurare maggior effettività all’intervento del Pm e garantire l’ascolto delle vittime entro tre giorni dalla denuncia, così da poter adottare in tempi rapidi le misure necessarie per proteggerle da ritorsioni o escalation violente: la legge ha potenziato il dovere di vigilanza dei procuratori della Repubblica, con la facoltà di revocare l’assegnazione del procedimento nel caso in cui il magistrato non abbia rispettato il termine dei tre giorni». Per quanto riguarda la riforme del processo civile: «è stata riconosciuta una disciplina speciale alle ‘controversie di famiglia’ con allegazioni di violenza».

PIù attenzione per reati spia nelle ultime norme

Infine l’ultima legge approvata il 22 novembre «accresce l’attenzione sui ‘reati spia’ e rafforza le misure di prevenzione e cautelari per gli uomini denunciati, l’arresto anche in ‘flagranza differita’ e tempi più stringenti per l’applicazione delle misure cautelari a protezione dell’incolumità della donna offesa».

Per quanto riguarda i dati, è stata approvata la legge 53 del 2022 che ha introdotto l’obbligo per tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, di «fornire i dati e le notizie per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale, nonché di rilevare, elaborare e diffondere i dati relativi alle persone disaggregati per uomini e donne». Anche ospedali, e in particolare i ‘pronto soccorso’ dovranno «fornire i dati e le notizie relativi alla violenza contro le donne». E’ previsto un “sistema integrato tra i ministeri dell’Interno e della Giustizia» per «rilevare i dati riguardanti la commissione di reati ascrivibili alla violenza domestica e sulle donne». Sull’attuazione, si ricorda nel documento, sta lavorando da aprile di quest’anno un tavolo tecnico ministeriale. Nel dossier si riportano le statistiche del ministero dell’Interno sul quadriennio 2019-2022 da cui emerge, tra l’altro, «un tendenziale incremento per tutte le fattispecie di ‘reati spia’ di violenza domestica e di genere, fino all’anno 2021; una flessione per gli atti persecutori e i maltrattamenti nell’anno 2022, a fronte di un ulteriore aumento per le violenze sessuali perpetrate nello stesso anno; l’incidenza delle donne sul totale delle vittime si mantiene pressoché costante, attestandosi intorno al 74% per gli atti persecutori e oscillando tra l’81 e l’83% per i maltrattamenti contro familiari e conviventi e tra il 91 e il 93% per le violenze sessuali».

Serve un approccio integrato e multilivello

Sul versante della giustizia civile, e in particolare gli aspetti della vittimizzazione secondaria legata alla separazione e all’affido dei minori, nel documento si riporta il lavoro di analisi, anche statistico, svolto dalla commissione Femminicidio del Senato nella scorsa legislatura. La conclusione del lavoro dell’Uvi è che «la violenza contro le donne e la violenza domestica rappresentano un tema di attualità e di emergenza, in parte anche sommerso, che richiede un approccio complessivo, integrato e multilivello. Negli ultimi dieci anni, il nostro Paese si è dotato di un quadro normativo di contrasto al fenomeno via via sempre più completo e articolato. Si tratta di un complesso di strumenti normativi che ha richiesto, per la propria attuazione, l’interazione tra amministrazioni pubbliche e scolastiche, organi giudiziari, Governo e Parlamento, nonché rilevanti interventi amministrativi, con il coinvolgimento di più livelli di governo e ambiti multidisciplinari. Ai fini di un continuo monitoraggio e di una corretta valutazione delle dimensioni del fenomeno e dell’effettività e adeguatezza degli strumenti adottati nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto, resta imprescindibile un sistema affinato di raccolta di dati statistici sulla violenza sulle donne e domestica, e la condivisione piena del patrimonio informativo così acquisito tra tutti i livelli decisionali» .


Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti