Plant based

100% vegetable products in increasingly strategic positions in supermarkets

The choices of Italian large-scale retail chains in an increasingly strategic segment, but is it better to integrate or isolate?

by Elisa Orlandotti

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Established during the past decade in every point of sale of the large-scale retail trade (GDO), be it supermarket, hypermarket or discount shop, the100% plant-based areas serve to group together the alternatives first of meat, then sliced meats, cheese, eggs and finally fish. The bulk of the non-animal proteins are thus placed in these spaces favouring the shopping of the approximately 10% of Italians who are vegans or vegetarians, to whom the products are dedicated.

With the rise of reducetarians and flexitarians and the improvement in the quality of plant-based products, animal-free foods are now primarily chosen by those who also consume meat and fish (the Beneo Global Plant-Based Survey 2021 conducted by Insites Consulting explicitly mentioned flexitarians as the 'driving force' of the plant-based segment). One wonders how much this 'clean' oasis is considered by consumers as a whole, whether it favours or penalises them, and whether or not the brands are questioning it.

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Aldi

Aldi, which entered the Italian market in 2018, does not fail to provide its customers with a 100% plant-based assortment through the growing Pl MyVay line. "More and more people," says Sofia Tugnoli, Director National Buying Aldi Italia, "are choosing this type of diet for mainly ethical reasons, but there are not a few cross-sectional consumers who want to integrate original and tasty plant-based options into their daily choices. As far as the fresh meat segment is concerned, we considered it strategic to group analogues in a single area dedicated to veg. We believe this solution improves the customer's shopping experience, offering a wide and highly visible range of plant-based products.

Outside the cross-category, on the other hand,vegetable alternatives to yoghurt to broaden visibility and intercept a broader and more diversified target. 'For UHT vegetable drinks,' continues Sofia Tugnoli, 'we follow a different logic: they are placed next to UHT milk, a consolidated and widely adopted choice in large-scale distribution, which meets consumer expectations and facilitates identification. Vegan snacks are also placed next to similar snacks, with clear visual references through special logos. In some cases, the plant-based variant is the only option available, reflecting the commitment to offering increasingly inclusive food choices in line with market trends'.

Coop

Coop, essendo una realtà formata da cooperative, puntualizza che il livello nazionale non interviene su assortimenti e strategie di display; nelle linea guida però ci sono il riconoscimento dell’esigenza di un pubblico che predilige l’animal free e l’aver creato una categoria apposita nei freschi libero servizio. «Il fenomeno plant-based – analizza Daniela Fiocchi, responsabile segmenti veg-vegetariani Prodotto a Marchio Coop Italia – è esploso recentemente passando da supernicchia a macrotrend alimentare, capace di coniugare alimentazione equilibrata, etica e sostenibilità ambientale; le proiezioni lo vedono ancora in espansione. Da tempo stiamo andando incontro a queste esigenze con sempre più attenzione, tanto da sviluppare, circa otto anni fa, un’offerta dedicata con il nostro marchio. Il comparto della gastronomia vegana e vegetariana in Coop vale circa 34 milioni, con un aumento del 3,5% anno su anno. Lo spazio dedicato al veggie è via via aum

Although fresh foods are concentrated in the same area, "other plant-based foods tend to be included in the categories they belong to (e.g. condiments), as there are many consumers who do not make exclusive use of these foods, but buy them mainly to vary their diet and to reduce their consumption of meat and dairy products", concludes the Coop representative.

Esselunga

Esselunga oggi è impegnata a rinnovare il brand Equilibrio, del quale attualmente è parte la proposta 100% vegetale, e non si esprime su possibili interventi agli spazi dedicati alla categoria: «Il restyling della label – comunica Frederico Lopes de Mendonça, Private label and international relations director Esselunga – ha permesso di rafforzare l’identità visiva, in ottica di agevolare il cliente nella scelta del prodotto più in linea con le proprie esigenze. Per quanto riguarda il plant-based, che ha visto una crescita costante negli ultimi anni, sia in termini di volumi che di varietà, abbiamo invece deciso di fare un ulteriore passo avanti dedicandogli una linea ad hoc: Esselunga 100% Vegetale. Il percorso è appena iniziato con l’arrivo a scaffale della bevanda di avena e barrette di frutta, ma sarà a breve seguito da altre referenze per un totale di più di quaranta, alcune delle quali provenienti dalla linea Equilibrio, altre completamente nuove. Lo sviluppo del mercato

Iper La grande i

Nel gruppo Finiper, dove la prima area dedicata al 100% vegetale è stata istituita sei anni fa, la riflessione invece è aperta: «L’obiettivo originario – condivide Alessandro Mutti, Shopper analyst & Category manager Iper La grande i – era quello di rendere l’offerta più facilmente leggibile, creando un punto di riferimento chiaro e immediato. Per i clienti è stato fondamentale avere tutti quei prodotti vicini, così da riconoscerli facilmente, scoprire le novità e provarne diversi. Nei nostri punti vendita la proposta è articolata in più aree: scaffale dedicato allo scatolame vegano, moduli di freschi libero servizio e spazi dedicati ai surgelati. Da allora la crescita del settore non ha riguardato solo la numerica delle referenze, ma anche la visibilità a scaffale; va però considerato che ogni punto vendita ha le sue necessità e il suo tipo di clientela: in negozi molto ‘cittadini’ la categoria risulta anche sovraesposta, diventando una vera e propria d

Accade anche che il 100% vegetale sia collocato accanto ai corrispettivi tradizionali, come ad esempio creme spalmabili e biscotti, perché l’area plant-based corrispettiva è ridotta. «Le performance del libero servizio fresco, dove esistono moduli dedicati, sono generalmente positive: i prodotti mostrano buona rotazione perché vengono scelti sia da consumatori vegani sia da flexitariani che li integrano nella spesa quotidiana. Stiamo valutando se posizionare gli analoghi accanto ai corrispettivi tradizionali, ma in termini operativi le referenze sono oggi collocate in settori di diversa gestione all’interno del punto vendita e questo rende l’operazione più complessa. Inoltre, consideriamo anche la sensibilità dei clienti: chi ha scelto di eliminare la carne per motivi etici, oltre che ambientali, potrebbe non gradire trovare un hamburger plant-based accanto a uno tradizionale in macelleria. Per questo stiamo ragionando su soluzioni che tengano conto sia delle esigenze di leggibilità

Lidl

Una prima selezione dedicata a vegetariani e vegani ha fatto la sua comparsa sugli scaffali Lidl tra il 2018 e il 2019, ma è solo nel 2021 che si amplia in modo strutturato, con il lancio del brand Vemondo. «L’organizzazione dell’assortimento – nota Alessia Bonifazi, Responsabile corporate affairs Lidl Italia – segue una logica pensata per semplificare l’esperienza d’acquisto: dove il numero di referenze lo consente, raggruppiamo più prodotti della stessa categoria per facilitare la scelta da parte dei clienti. Al contrario, nelle tipologie merceologiche in cui le alternative vegetariane o vegane sono ancora limitate, preferiamo affiancare gli alimenti plant-based a quelli tradizionali, per offrire un confronto diretto e stimolare la curiosità verso nuove opzioni».
All’interno degli store sono poche le referenze 100% vegetali che non appartengono alla linea PL caratterizzata da un packaging verde, molto riconoscibile. «Nel banco frigo – precisa Bonifazi

to.market

Decisamente avanguardistica è la sperimentazione di to.market, insegna fondata nel 2012 che attualmente conta venti punti vendita in Lombardia: «La sezione plant-based – spiega Mattia Ballabio, ceo di to.market – è stata istituita a partire dalla metà del 2023, con una crescita importante nel corso del 2024 dovuta all’aumento della richiesta da parte del pubblico e al nostro impegno nel migliorarla aprendo un dialogo anche coi produttori. Abbiamo lavorato tanto sulla comunicazione sia rivolta ai nostri clienti in store sia sui nostri canali digitali e se oggi nel nostro store di Milano Viale Tunisia la vendita di bevande veg ha superato quella del latte è merito delle iniziative di sensibilizzazione da noi create come la settimana a loro dedicata, grazie alla quale abbiamo tolto il latte dagli scaffali, praticato un taglio prezzo sulle alternative e informato i clienti sui benefici di un’alimentazione priva di derivati animali».

Per l’insegna le campagne e gli eventi che promuovono la consapevolezza sono frequenti tanto da riuscire a costruire attorno a sé una community che, fuori dalla regione, si approvvigiona attraverso l’e-commerce Plantbasedlovers. «Ben presto – ammette Mattia Ballabio – ci siamo resi conto che lo spazio dedicato al 100% vegetale non era più sufficiente per le numerose novità inserite settimanalmente e così nell’ottobre del 2024 abbiamo iniziato lo spostamento delle referenze accanto ai corrispettivi. Il progetto ha permesso di far crescere l’assortimento ed evidenziare ancora di più i prodotti 100% vegetali, posizionandoli al meglio, in modo che il cliente in procinto di acquistare carne, pesce e formaggio si accorgesse degli analoghi, e perché no, li preferisse confrontando i vantaggi nutrizionali. Integrare gli alimenti plant-based nel loro reparto di competenza ci ha portato, per questione di spazio, a ridurre in modo ulteriore le referenze tradizionali facendo una scelta a favore d

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