Fmi congela i finanziamenti all’Afghanistan: «Troppa incertezza»
In arrivo a Fiumicino aereo con 85 persone a bordo. Il nostro console: «Ancora 20 italiani in Afghanistan». Gli Stati Uniti bloccano i fondi della Banca centrale afghana. Anche i Dem chiedono indagine sulle cause del ritiro
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I punti chiave
- Talebani e Karzai lavorano a governo inclusivo
- Ghani è negli Emirati
- Il console a Kabul: «Ancora 20 italiani in Afghanistan»
- Premier Uk Johnson: «Giudicheremo i Talebani dai loro atti»
- Aeroporto di Kabul circondato dai Talebani
- A Kabul piccola manifestazione delle donne. I talebani non intervengono
- La prossima settimana summit virtuale dei leader del G7
- Cina, talebani seguano una politica moderata
- Usa bloccano i fondi della Banca centrale afghana
- Il governatore della Banca centrale afghana: le riserve monetarie non sono state compromesse
- Merkel e Johnson sentono premier pakistano Khan
- Anche i Dem Usa chiedono indagine su cause ritiro
- Trump: gli Usa non sono mai stati così umiliati
- Al Qaida esulta, ma per l’Isis i Talebani sono «agenti Usa»
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Il Fondo monetario internazionale ha deciso di sospendere i suoi fondi per l’Afghanistan vista l’attuale situazione di grande incertezza. Lo rende noto lo stesso Fmi. Il Fondo doveva prestare circa 455 milioni di dollari al Paese la prossima settimana ma ha deciso di congelare il finanziamanento. «L’Fmi è guidato dalla comunità internazionale e al momento non c’è chiarezza sul riconoscimento del nuovo governo afghano», ha dichiarato un portavoce dell’istituzione con sede a Washington.
In un’intervista al Financial Times, l’ex governatore della Banca centrale afghana ha messo in guardia dal rischio di una crisi finanziaria del Paese a causa del rapido prosciugarsi della liquidità in dollari dopo che gli Stati Uniti e l'Fmi hanno deciso di chiudere i rubinetti.
Intanto si precisano meglio i contorni del regime talebano. «Non ci sarà alcun sistema democratico perché non ha alcuna base nel nostro Paese». Lo ha detto un alto esponente dei talebani Waheedullah Hashimi. «Non discuteremo quale tipo di sistema politico dovremmo applicare in Afghanistan perché è chiaro. È la legge della sharia e basta».Le proteste a Jalalabad contro l’abolizione della bandiera nazionale afghana intanto provocano la reazione talebana. Due i morti accertati, ma, secondo alcune fonti, i morti sarebbero 35. Almeno 17 persone sono invece rimaste ferite nella calca all’aeroporto di Kabul, dove da giorni migliaia di afgani si affollano nella speranza di lasciare il Paese. Fonti dei Talebani e dell’ex presidente Hamid Karzai citate dalla televisione Tolo hanno detto che le due parti stanno lavorando per la formazione di un «governo inclusivo» in Afghanistan. L’ex presidente afgano Ashraf Ghani si trova negli Emirati Arabi Uniti con la sua famiglia.
E dichiara: «Mi sto attualmente consultando per tornare in Afghanistan e combattere per la sovranità dell’Afghanistan. Tornerò presto». Sono «senza fondamento» le accuse secondo cui avrebbe lasciato il Paese portando via con sé decine di milioni di dollari, ha aggiunto l’ex presidente, ribadendo di aver lasciato l’Afghanistan «a mani vuote» e sottolineando di essere stato costretto ad andarsene dai suoi servizi di sicurezza.
Il console a Kabul: «Ancora 20 italiani in Afghanistan»
Intanto il console italiano a Kabul, Tommaso Claudi, al Tg1 ha detto: “Abbiamo evidenza di 20 connazionali non solo a Kabul ma anche nelle altre province dell'Afghanistan”. Il console è rimasto nella capitale afghana per mantenere un collegamento operativo con la Farnesina e gestire tutte le operazioni di rientro in loco. “Il nostro obiettivo è mantenere il ponte aereo aperto”, ha sottolineato, ricordando che nella mattina del 18 agosto “grazie alla macchina della Farnesina che non si è mai fermata, sono state messe in salvo attiviste dei diritti femminili e una parte consistente dei collaboratori dell'Ambasciata d'Italia a Kabul”.

