Against stroke every minute counts: two million neurons are lost in 60 seconds, the 'Fast' method
The acronym indicates what to assess to suspect a stroke and intervene as soon as possible to limit brain damage and increase the chances of recovery
Key points
Una persona colpita da ictus - in Italia quasi 120mila ogni anno - perde circa 2 milioni di neuroni ogni minuto, se non trattata. Questa patologia neurologica tempo-dipendente rappresenta la prima causa di disabilità nel nostro Paese. Per mettere in luce l'importanza del riconoscimento precoce dei segni di un possibile ictus – anche grazie al metodo Fast, l'acronimo che sta per Face, Arms, Speech, Time, che indica cosa valutare per sospettare un ictus e intervenire al più presto per limitare il danno al cervello e aumentare le possibilità di recupero e sopravvivenza – ISA-AII (Italian Stroke Association-Associazione Italiana Ictus), in occasione del World Stroke Day istituito annualmente il 29 ottobre, ha organizzato, insieme ad A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale), un incontro per ribadire come “Ogni minuto conta: prevenzione, cura e riabilitazione” alla Camera dei deputati.
Informing to recognise early signs of stroke
“L'ictus si può prevenire in gran parte, e questa è una notizia importante che, come Associazione Italiana Ictus, vogliamo diffondere – dichiara Paola Santalucia, Presidente Isa-Aii –. Molto dipende da noi, dalle scelte quotidiane che facciamo, dal modo in cui ci prendiamo cura del nostro corpo e della nostra salute. Non c'è tempo da perdere, perché ogni giorno è utile per individuare e correggere i fattori di rischio, come ipertensione, fumo, sedentarietà e alimentazione scorretta. Prevenire è il risultato più importante che possiamo raggiungere e insieme alla prevenzione vogliamo anche informare su come riconoscere i segni precoci dell'ictus (asimmetria nel volto, deviazione della rima labiale, incapacità di tenere sollevate entrambe le braccia contemporaneamente, mancanza di forza da un lato del corpo e difficoltà nel linguaggio), e agire tempestivamente. In caso di ictus, agire velocemente significa infatti salvare il cervello e ridurre o azzerare le conseguenze”. “Ogni minuto p
Treatment and Plans: from Stroke Unit to Rehabilitation
“Lo Stroke Action Plan for Italy (SAP-I) è totalmente in linea con lo Stroke Action Plan for Europe (SAP-E) – aggiunge Simona Sacco, Presidente ESO, European Stroke Organisation –. Il piano presenta numerosi obiettivi da raggiungere entro il 2030, come la riduzione del numero assoluto di ictus del 10% e il trattamento di almeno il 90% dei pazienti nelle Stroke Unit (oggi solo tra il 50 e il 70% accedono infatti a questi reparti), con accesso entro 24 ore dall'esordio dei sintomi. Inoltre, è fondamentale che i pazienti, dopo la fase acuta, vengano indirizzati al trattamento riabilitativo più appropriato e nel setting più adeguato. ESO promuove lo sviluppo di Piani Nazionali, anche in armonia con le disposizioni della Commissione europea, in quanto rappresentano uno strumento di dialogo con i decisori politici e un supporto per la pianificazione di interventi ai fini di cura della persona colpita da ictus e per ridurre l'impatto socio-sanitario della patologia.”
Fast: Face, Arms, Language, Time
“Nell'ictus il tempo è davvero cervello: ogni minuto perso può compromettere la possibilità di recupero. Ogni minuto conta non solo nei primi istanti in cui l'ictus colpisce, quando riconoscere i sintomi e agire subito può fare la differenza tra la vita e la morte, ma anche, e direi soprattutto, nei minuti, nelle ore, nei giorni e nei mesi successivi– conclude Andrea Vianello, Presidente Associazione A.L.I.Ce. Italia Odv –. Per questo è fondamentale che i cittadini imparino a riconoscere subito i segnali d'allarme e chiamino senza esitazione il 112. La regola del FAST (Faccia, Braccia, Linguaggio, Tempo) è uno strumento semplice ma potentissimo per salvare vite. Come associazione pazienti siamo molto impegnati con il progetto Fast Heroes, proprio dedicato a insegnare ai bambini delle scuole primarie come riconoscere i sintomi per poter chiamare i soccorsi e salvare nonni, zii e genitori. Non possiamo limitarci a salvare vite: dobbiamo anche assicurarci che quelle vite possano continuare ad

