L'allarme violenza in corsia

Aggressioni ai medici: body cam, pulsanti rossi e smartwatch per chiamare la polizia

L’introduzione di questi dispositivi per il personale sanitario che lavora nelle aree
a maggiore rischio di aggressione dovrebbe rappresentare un deterrente contro la violenza

3' min read

3' min read

La violenza negli ospedali e nei confronti degli operatori sanitari è una questione sempre più urgente, con numeri allarmanti che evidenziano come gli ambienti di cura possano diventare luoghi ad alto rischio.

Dati mondiali e nazionali in crescita

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), fino al 62% degli operatori sanitari ha subito almeno un episodio di violenza negli ospedali o sul posto di lavoro. In Italia, dai dati dell’Osservatorio del ministero sulla sicurezza dei professionisti sanitari e sociosanitari risulta che nel 2024 sono state segnalate oltre 18mila aggressioni coinvolgendo circa 22mila operatori. Negli ultimi cinque anni si valuta un incremento del 42 % delle aggressioni contro i professionisti della sanità. Inoltre, in Italia gli episodi di violenze fisiche e psicologiche specie contro le professioniste sanitarie, negli ultimi tre anni. sono in fase di particolare crescita. Le aggressioni si verificano soprattutto in Pronto soccorso, nei servizi psichiatrici e nelle aree di degenza mentre gli autori sono prevalentemente i pazienti, seguiti da familiari e caregiver.

Loading...

Operatori sempre più impauriti

Le testimonianze degli operatori sanitari che denunciano la violenza, esprimono una condizione di paura e disagio continuo. Raccontano di dover gestire non solo la pressione legata alla cura dei pazienti, ma anche la paura di essere aggrediti. Diverse disposizioni legislative sono intervenute a cercare di porre un rimedio al problema (legge 113/2020 “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”, decreto-legge n. 137 del 1° ottobre 2024, legge 171/2024 “ Misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari), ma con risultati abbastanza limitati.

In Veneto sanitari con body cam, a Bologna i pulsanti rossi

In occasione del rinnovo del regolamento di videosorveglianza in Aoui Verona, era stata posta la questione delle body cam come strumento di dissuasione più efficace, in grado di lanciare, in caso di pericolo, un messaggio di aiuto al posto di polizia più vicino alla vigilanza armata interna. Mercoledì 12 marzo la Regione Veneto ha presentato un piano per contrastare gli episodi di violenza sugli operatori sanitari che prevede l’utilizzo di dispositivi elettronici come smartwatch e body cam. Dispositivi indossabili che dovrebbero tutelare il personale dalle aggressioni. Anche a Bologna, dove il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari è in aumento, è stato approntato un sistema di allarme capillare: trenta pulsanti rossi a disposizione dei sanitari per attivare in modo immediato la polizia in caso di aggressione al personale sanitario. La novità è frutto di un accordo fra la Questura di Bologna e i vertici delle tre aziende sanitarie cittadine, l’Ausl, il Policlinico Sant’Orsola e l’Istituto Ortopedico Rizzoli. A breve saranno coinvolti altri presidi ospedalieri.

La “manovra antiviolenza” della Regione Veneto prevede in particolare di dotare di dispositivi indossabili come smartwatch o braccialetti smart, dotati di chip GPS, microfoni e di un sistema di allarme che permetterebbe subito di contattare la sicurezza e microcamere/body cam il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Controllo e privacy del sistema

L’informativa dell’Ulss 4 Veneto Orientale per l’utilizzo delle body cam da parte del personale sanitario, nello specifico, indica che gli operatori sanitari possono avviare la registrazione esclusivamente nei casi in cui ci siano rischi per la incolumità propria e/o di altri componenti dell’équipe. In caso di attivazione sono inoltre tenuti a informare chiaramente le persone che possono essere riprese pronunciando ad alta voce : “Attenzione! Da questo momento attivo la registrazione video”. Le registrazioni non saranno accessibili al personale sanitario e potranno essere visionate solo per motivi istituzionali dalle forze dell’ordine o dal personale autorizzato, in caso di necessità. Altrimenti verranno cancellate dopo sette giorni dalla registrazione.

L’introduzione delle body cam per il personale sanitario che lavora nelle aree a più alto rischio di aggressione, come pronto soccorso, 118, psichiatria e guardia medica, potrebbe rappresentare un deterrente importante contro la violenza.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti