Corte di Giustizia Ue: il 10 aprile le conclusioni sui centri migranti in Albania, sentenza entro inizio giugno
I giudici sono chiamati a esaminare i ricorsi pregiudiziali presentati dal Tribunale di Roma che finora non ha riconosciuto la legittimità dei fermi disposti nei confronti dei migranti soccorsi nel Mediterraneo e trasferiti sull’altra sponda dell’Adriatico perché provenienti da Paesi che il governo italiano ritiene sicuri
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L’avvocato generale della Corte di giustizia Ue presenterà le sue conclusioni sulle cause congiunte legate al protocollo Italia-Albania e alla definizione dei Paesi d’origine sicuri il 10 aprile. Secondo quanto apprende l’ANSA, i giudici di Lussemburgo si pronunceranno poi nel giro di un mese. La sentenza è dunque attesa tra fine maggio e inizio giugno.
I giudici di Lussemburgo sono chiamati a esaminare i ricorsi pregiudiziali presentati dal Tribunale di Roma che finora non ha riconosciuto la legittimità dei fermi disposti nei confronti dei migranti soccorsi nel Mediterraneo e trasferiti sull’altra sponda dell’Adriatico perché provenienti da Paesi che il governo italiano ritiene sicuri, in particolare Egitto e Bangladesh.
La Corte di Giustzia Ue svolge l’esame con procedura accelerata, riconoscendo l’importanza della questione, e la sentenza è attesa prima dell’estate. Il collegio - che include anche l’italiano Massimo Condinanzi - dovrà esprimersi su un nodo centrale: la definizione e l’applicazione del concetto di “Paese terzo sicuro”. A rappresentare l’Italia in aula sono l’agente del governo Sergio Fiorentino e i legali dell’Avvocatura di Stato Lorenzo D’Ascia, Ilia Massarelli ed Emanuele Feola.

