Meloni cita il Manifesto di Ventotene: «Non è la mia Europa». La replica di Schlein: «Oltraggia la memoria Ue»
Dure proteste con fischi dopo che la premier ha citato alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene. L’opposizione: «Una vergogna». La presidente del Consiglio: «Dal colloquio Trump-Putin primissimi spiragli». E a Schlein chiede: «Il no a Trump vuol dire fuori da Nato e G7?»
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I punti chiave
- Meloni posta il suo discorso su Ventotene: «Giudicate voi»
- Con Trump non vedremo scene di debolezza occidentale
- L’attacco al M5S
- Trump non sarà mai un alleato, cosa intende Schlein?
- Meloni cita Manifesto di Ventotene, non è la mia Europa
- Urla e proteste delle opposizioni
- L’Italia deve sapersi difendere per poter decidere da sé
- Molinari: Meloni non ha mandato per approvare il Rearm Eu
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«Sulla difesa servono Stati nazionali più forti». Così la premier nelle comunicazioni alla Camera sul tema del Rearm Ue in vista del Consiglio euroepo del 20-21 marzo. «L’Italia non intende distogliere un euro dai fondi di coesione sul tema della Difesa, lo possiamo votare assieme» aggiunge Giorgia Meloni. Ma è quando la presidente del Consiglio cita il manifesto di Ventotene commentando “Non è la mia Europa” che in Aula scoppia la bagarre; i partiti di opposizione gridano “Vergogna” e la seduta viene sospesa.
E’ la leader del Pd Elly Schlein a replicare subito alla premier via social: «Giorgia Meloni non solo non ha il coraggio di difendere i valori su cui l’Unione è fondata dagli attacchi di Trump e di Musk, ma ha deciso in Aula di nascondere le divisioni del suo governo oltraggiando la memoria europea. Noi non accettiamo tentativi di riscrivere la storia». Mentre nel dibattito alla Camera Schlein ha attaccato: «Oggi è successa una cosa grave, la Lega ha detto che Meloni non ha il mandato per votare il piano di riarmo, è stata commissariata e non ha agibilità politica». E ancora: «Nella vostra risoluzione per non dividervi in tre posizioni diverse avete fato sparire la Difesa comune e il piano di riamo di Ursula von der Leyen, l’avete scritta con l’inchiostro simpatico. Facile far sparire le proposte divisive, ci credo che siete compatti, non avete scritto nulla». Nelle dichiarazioni di voto alla Camera sulle comunicazioni della premier anche il leader del M5s Giuseppe Conte ha criticato Meloni: «Se siede al Consiglio europeo è grazie a Spinelli, Rossi… Tutta l’Europa riconosce che quello è stato il progetto fondativo dell’Europa libera e democratica che abbiamo». Alla fine del dibattito la Camera ha dato via libera alla risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni della premier. I sì sono stati 188, i no 125 e 9 gli astenuti.
Meloni posta il suo discorso su Ventotene: «Giudicate voi»
Meloni, dal canto suo, rincara la dose e rilancia sui social il video del suo discorso alla Camera nel passaggio in cui ha parlato del Manifesto di Ventotene scritto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi. Con il commento: «Giudicate voi». Tre minuti durante i quali si sono scatenate le proteste delle opposizioni.
Con Trump non vedremo scene di debolezza occidentale
«Noi sosteniamo gli sforzi del presidente Trump. Dal mio punto di vista è un leader forte, che può sicuramente porre le condizioni per garantire una pace giusta e duratura. Penso che non vedremo con questa Amministrazione scene di debolezza occidentale viste per esempio in Afghanistan» ha sottolineato la premier nel suo discorso, parlando della guerra in Ucraina. «Ma la questione - ha aggiunto - si gioca con le garanzie di sicurezza e noi stiamo facendo la nostra parte».
L’attacco al M5S
«Fdi dall’opposizione parlava dell’aumento delle spese della difesa. Dall’opposizione invece voi fate gli antimilitaristi, quando stavate al governo le cose sono andate diversamente» ha detto la premier attaccando M5s in aula alla Camera replicando al dibattito sulle comunicazioni rese ieri in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Meloni ha ricordato che con Conte premier «le spese della difesa hanno subito il più alto aumento percentuale in rapporto al Pil. E lo avete fatto senza condividerlo, lo avete fatto nel 2020: l’unica cosa che chiedo è di non venire a spiegare che i soldi non vengano tolti alla sanità per la difesa perché nel 2020 c’era il Covid e non la guerra e il fondo sanitario era 18 miliardi di meno rispetto a oggi. Forse al tempo andavano messi su sanità piuttosto che sulla difesa».




