Meloni: l’Europa che vuole iperegolamentare tutto non sopravviverà, serve nuova visione. No a rappresaglie sui dazi
Con 109 voti favorevoli, 69 contrari e 4 astensioni approvata la risoluzione di maggioranza sugli impegni del governo al Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Per la difesa comune «l’Italia non intende distogliere un solo euro dai fondi della coesione», dice la premier
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I punti chiave
- No a rappresaglie sui dazi
- Competitività vuol dire saper difendere nostri valori
- Prezzi troppo alti energia, misure immediate
- Ridurre del 25% tutti gli oneri amministrativi, 35% per Pmi
- No a un Green Deal con un nome diverso
- Siamo a fianco Kiev, maggioranza su stessa linea
- Usa-Ue, chi scava solco indebolisce intero Occidente
- ReArm nome forviante, difesa non solo arsenali
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Con 109 voti favorevoli, 69 contrari e 4 astensioni l’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sugli impegni del governo al Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Sottoscritto da tutti i gruppi di centrodestra, il documento è stato votato dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Aula. La risoluzione si articola in 12 impegni, non cita il piano di riarmo varato dalla Commissione europea e ribadisce, fra l’altro, il sostegno all’Ucraina «per tutto il tempo necessario, fermo restando l’auspicio di una rapida conclusione dei negoziati di pace», l’impegno del governo a «una politica di difesa che rinforzi le capacità operative degli Stati nazionali europei nel quadro dell’alleanza Nato» e rimarca la necessità di opporsi a eventuali proposte di tasse aggiuntive nel negoziato sul prossimo bilancio della Ue. «Faremo di tutto perché l’Europa non sia soffocata dalle sue stesse regole». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni in Senato in vista del prossimo Consiglio europeo. Il governo sostiene «gli strumenti di semplificazione e riduzione degli adempimenti», «se l’Europa pensa di sopravvivere in questa fase continuando a pretendere di iper-regolamentare invece di liberare energie non sopravviverà. È una nuova visione che serve ed è la politica che deve tracciare la rotta non la burocrazia».
No a rappresaglie sui dazi
Sul tema dei dazi «il quadro è complesso e in costante evoluzione, tenuto conto che gli Stati Uniti hanno attivato misure simili anche nei confronti di altre nazioni», «ma io sono convinta che si debba continuare a lavorare, con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno d’intesa e scongiurare una ’guerra commerciale’ che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l’Europa. E credo che non sia saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie che diventano un circolo vizioso nel quale tutti perdono».
«Se è vero che i dazi imposti sulle merci extra Ue possono teoricamente favorire la produzione interna - prosegue la premier -, in un contesto fortemente interconnesso come quello delle economie europea e statunitense, il quadro si complica. I dazi possono facilmente tradursi in inflazione indotta, con la conseguente riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e il successivo innalzamento dei tassi da parte della Bce per contrastare il fenomeno inflattivo, come abbiamo già visto. Risultato: inflazione e stretta monetaria che frena la crescita economica. Non sono certa, insomma, che sia necessariamente un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi. Per questo, credo che le energie dell’Italia debbano essere spese alla ricerca di soluzioni di buon senso tra Stati Uniti ed Europa».
Competitività vuol dire saper difendere nostri valori
Per Meloni «la competitività può essere considerato un concetto astratto ma vuol dire la possibilità per i nostri figli di trovare lavori qualificati e ben remunerati senza dover lasciare la propria nazione. Competitività vuol dire per gli Stati nazionali poter offrire servizi sociali adeguati e sempre migliori ai cittadini. Competitività significa, allargando la prospettiva, disporre dei mezzi e delle risorse necessarie non solo a non dipendere da altri, ma anche a poter difendere i nostri valori e la nostra visione a livello internazionale».
Prezzi troppo alti energia, misure immediate
I prezzi «troppo alti» dell’energia richiedono, secondo Meloni, «misure immediate e strutturali» anche con «misure a lungo termine. La riforma del mercato elettrico europeo è un importante passo avanti per un mercato più resiliente e flessibile e in grado di dare stabilità. È fondamentale assicurare una attuazione veloce». L’Italia «si è candidata come hub di approvvigionamento e distribuzione per far incontrare l’offerta del continente africano e l’Europa anche attraverso il Piano Mattei».


