Ancora rivoluzioni nella moda con Jonathan Anderson che lascia Loewe. Un futuro da Dior?
Alla guida creativa dello storico marchio del gruppo Lvmh da 11 anni, il designer irlandese lo ha fatto evolvere da marchio di nicchia a uno dei più interessanti degli ultimi tempi. Ora c’è attesa per il futuro di uno dei più brillanti talenti dell’industria
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Dopo le nomine di venerdì da Versace e Gucci, nella moda non accenna a fermarsi la giostra dei direttori creativi che ha interessato l’industria negli ultimi mesi: l’ultimo caso riguarda Jonathan Anderson, che dopo 11 anni lascia la direzione creativa di Loewe, marchio del gruppo Lvmh. Un addio che in realtà non coglie di sorpresa gli addetti ai lavori, fra i quali da tempo si vociferava di questa possibilità e del futuro del designer, per il quale si ipotizza, fra le altre possibilità, una nomina da Dior al posto di Maria Grazia Chiuri. Chiuri cura dal 2016 la collezione donna del marchio, che fa sempre parte dell’universo Lvmh, mentre alla fine di gennaio Kim Jones ha lasciato, dopo sette anni, la guida creativa del menswear.
«Undici anni fa mi è stata data la più incredibile opportunità - scrive Anderson nel suo profilo Instagram -: scrivere un capitolo di una storia che oggi ha 179 anni (...). Guardando indietro, ho capito che un marchio non si costruisce con il primo show, e neppure con il primo anno di show, ma lentamente stagione dopo stagione, anno dopo anno, su quello che è giusto per il marchio (....).Dal mio primo giorno ho voluto creare un brand culturale. Quest’idea si basa solidamente sulla fiducia e generosità dei tanti artisti, artigiani, fondazioni, musei e gallerie che hanno contribuito con il loro lavoro e ai quali sono riconoscente (....). Si dice che tutte le cose belle hanno una fine, ma non sono d’accordo. Mentre si sta chiudendo il mio capitolo, la storia di Loewe continuerà per molti altri anni e la guarderò con orgoglio».
Nato nel piccolo paese di Magherafelt, nell’Irlanda del nord, nel settembre 1984, il quarantenne Anderson ha contribuito all’evoluzione di Loewe da marchio di nicchia - fondato in Spagna nel 1846 da un gruppo di artigiani della pelle di Madrid e da Enrique Loewe, commerciante originario dell’Assia, e rilevato da Lvmh nel 1996 - a uno dei più interessanti dell’industria. Anche per questo lo scorso anno era stato nominato da Time come una delle persone più influenti del 2024. Nota anche la sua collaborazione, attiva dalla collezione AI 2017-18, con Uniqlo. Uniqlo peraltro lo scorso settembre ha nominato direttrice creativa Clare Waight Keller, ex Givenchy, che in precedenza aveva curato la linea C.
Figlio del celebre giocatore e allenatore di rugby Willie Anderson, ha iniziato studiando recitazione allo Studio Theater di Washington quando aveva 18 anni, ma per essere presto conquistato dal mondo della moda. La sua carriera è iniziata nel 2008, quando ha fondato il suo brand eponimo, JW Anderson, ma lavorando anche come visual merchandiser di Prada nelle vetrine di Brown Thomas a Dublino, attività che accese un faro sul suo talento. Deciso a intraprendere una carriera professionale, ha studiato poi Menswear al London College of Fashion. Laureato nel 2005, fu ingaggiato da Manuela Pavesi per lavorare come visual merchandiser per Prada, ruolo che ha mantenuto per due anni.
In Loewe dal 2013, ha fondato anche il Loewe Foundation Craft Prize nel 2016 e tre anni dopo è stato nominato nel board del Victoria & Albert Museum a Londra. Nel febbraio dello scorso anno, un altro riconoscimento nella nomina all’ambito ruolo di co-presidente onorario del celebre Met Gala a New York, insieme al presidente di TikTok Shou Zi Chew. Fra i suoi numerosi premi anche quello per il Menswear Designer of the Year e Womenswear Designer of the Year nel 2015 assegnatogli dal British Fashion Council, e nel 2023 il titolo di Fashion Designer of the Year da parte di GQ insieme al CFDA International Designer of the Year negli Stati Uniti.



