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Argentina, Milei lancia i bond perpetui per pagare i debiti. Ecco come funzionano

Il presidente argentino vuole saldare un contenzioso con l’emissione di bond senza limiti. In cosa consistono e perché fanno gola a Buenos Aires

di Alberto Magnani

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L'Argentina di Milei guarda a Usa e Ue: "Stessi valori'

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Un bond “perpetuo” per ripagare i 16 miliardi di dollari che l’Argentina dovrà versare nella causa sulla nazionalizzazione della Yacimientos Petrolíferos Fiscales, (YFP) la compagnia energetica nazionale argentina. È la soluzione annunciata da Javier Milei, il neopresidente argentino, per fronteggiare uno dei vari dossier in sospeso sulle finanze pubbliche di Buenos Aires.

Lo Stato è uscito sconfitto da un contenzioso a New York sugli «errori legali» commessi nell’operazione su YPF e deve iniziare a versare 16 miliardi di dollari ai querelanti entro il 10 gennaio, con una quota di 6,2 miliardi di dollari destinati a Burford Capital: il litigation fund che si è incaricato di perseguire le richieste di risarcimento nel 2015.

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L’esecutivo argentino aveva richiesto una dilazione di 30 giorni sul saldo, ma il diniego incassato lascia un margine di appena due settimane per rispettare la scadenza. Buenos Aires, per ammissione dello stesso Milei, non sarà in grado di onorarla. «C’è un problema perché non abbiamo i soldi - ha dichiarato Milei in una intervista al canale Ln+ - Non abbiamo 16 miliardi di dollari da pagare. Ma sì, siamo disposti a pagare».

Come funzionano i bond perpetui

Da qui l’ipotesi di un bond illimitato, noti in inglese come consols bond (bond consolidato) o perp, abbreviazione di «perpetual». Si parla di un’obbligazione senza scadenza e destinata, in teoria, a corrispondere cedole fisse per un lasso infinito di tempo. Il principale vantaggio è ritenuto la prospettiva di un flusso costante di pagamenti nel tempo, il suo principale svantaggio l’impossibilità di estinguere completamente il titolo. Con altri rischi impliciti allo strumento, ancora più sensibili nel caso di Buenos Aires: la fluttuazione dei tassi di interesse, l’affidabilità stessa dell’emittente e la difficoltà di rivendere il titolo ad altri investitori.

L’emissione del bond argentino sarebbe finanziata, a sua volta, dall’istituzione di una tassa chiamata «Kicillof tax»: un riferimento polemico ad Axel Kicillof, attuale governatore di Buenos Aires e ministro dell’Economia ai tempi dell’acquisizione del 2013. L’obiettivo, nelle parole dello stesso Milei, è ricordare a tutti gli argentini che «devono pagare ogni anno una certa somma di dollari grazie al mostruoso errore commesso da Kicillof». L’agenzia Bloomberg ha provato a raggiungere il ministero dell’Economia argentino per un commento, ma al momento Buenos Aires non lascia filtrare alcun commento su come - e se - la proposta di Milei possa configurarsi.

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Di certo, non si parla dell’unica scadenza finanziaria che incombe sull’agenda del neopresidente e delle eredità imputate ai suoi predecessori. Due fra le urgenze più ravvicinate, ricorda sempre l’agenzia Bloomberg, sono il ripagamento dei creditori coinvolti nella ristrutturazione da 65 miliardi di dollari di un bond nel 2020 e la ri-negoziazione di un accordo da 44 miliardi di dollari con il Fondo monetario internazionale. Milei attribuisce il naufragio del vecchio accordo alla violazione degli obiettivi fissati dal Fondo e rivendica il lavoro della sua amministrazione per riformare il programma.

Il Fondo «ci vede come degli eroi - ha dichiarato - Stiamo lavorando per soddisfare l’accordo». Fra le altre misure annunciate da Milei ai media ci sono la convocazione di un referendum in caso di stop del Congresso al suo decreto con misure di austerity e l’emissione di banconote da 20mila e 50mila pesos, pari a circa 22 e 56 euro. Si tratta di un aumento robusto rispetto all’attuale taglio delle banconote, ferme a 2mila pesos (2,24 euro): un valore inadatto, attacca Milei, alle transazioni in contanti in tempi di super-inflazione.

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  • Alberto Magnani

    Alberto MagnaniCorrispondente

    Luogo: Nairobi

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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