Assegno di inclusione e supporto formazione, sulle frodi la Gdf gioca d’anticipo
La Guardia di Finanza con l’incrocio dei dati e la Dorsale informatica prova a bloccare sul nascere le prestazioni sociali chieste dai finti poveri
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I punti chiave
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Cambia lo strumento ma non l’obiettivo della Guardia di Finanza: giocare d’anticipo e bloccare sul nascere le frodi sui bonus sociali che hanno sostituto il reddito di cittadinanza, ossia l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione lavoro. Come indicato ai reparti operativi dal comandante generale Andrea De Gennaro con la circolare di programma 2024 n.1, le Fiamme Gialle dovranno agire in chiave preventiva per bloccare sul nascere l’erogazione di prestazioni sociali non dovute a scapito della spesa pubblica.
Incrocio dei dati per stanare i finti poveri
In attesa della firma della convenzione tra Gdf e Ispettorato nazionale del lavoro che consentirà un accesso diretto dei finanzieri a tutte le informazioni relative ai cittadini che incassano i sostegni pubblici, i reparti dovranno muoversi sulla falsa riga di quanto già fatto negli ultimi tre anni con il reddito di cittadinanza. Per provare a giocare d’anticipo oltre al controllo del territorio e al costante dialogo con l’Inps, soggetto erogatore delle prestazioni di sostegno al reddito, i finanzieri potranno contare su un apparto informatico e di dati di primissimo livello. Ai progetti operativi messi in campo dai Nuclei speciali delle Fiamme gialle, infatti, e le banche dati trasversali rispetto ai differenti settori di intervento tipici della Guardia di Finanza, sarà possibile con la Dorsale informatica utilizzare alcuni servizi Inps come la banca dati Isee e i casellario dell’assistenza.
Banca dati Isee e casellario
La prima, con l’uso del codice fiscale del soggetto da controllare, consentirà in pochi minuti di avere la fotografia del soggetto in qualità di componente del nucleo familiare o di componente aggiuntivo con tutte le informazioni analitiche delle Dsu da quelle valide a quelle scadute o annullate. Dati questi ultimi si potranno facilmente confrontare con quelli dichiarati o precompilati così come con quelli constatati durante l’attività di controllo.
Il casellario dell’assistenza, invece, consente di accedere all’anagrafe generale delle posizioni assistenziali, sia alle prestazioni sociali agevolate legate all’Isee sia alle prestazioni slegate dall’indicatore economico. Come spiega la circolare n. 1 la consultazione visualizza anche dati statistici territoriali sia per prestazione sia per ente erogatore.
Azione trasversale anti frode
L’attività di controllo sulle prestazioni sociali dovrà comunque garantire la trasversalità dell’azione tipica di Polizia economico finanziaria delle Fiamme Gialle. Per questo viene ricordato ai reparti che dai controlli dovranno essere segnalati anche lavoratori in nero o irregolari individuati nel corso dei controlli in materia di lavoro, nell’ambito di controlli strumentali, sul trasporto delle merci su strada e sulla circolazione di prodotti sottoposti ad accise. Ancora i responsabili di traffici illeciti che dalle banche dati risultano essere beneficiari del supporto alla formazione e al lavoro, oppure appartengono a nuclei familiari percettori dell’assegno di inclusione ovvero percettori di pregresse mensilità di Reddito di cittadinanza. Ci sono poi i cittadini che hanno fornito dati falsi o ne hanno omessi nel presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica o quando chiesto la prestazione sociale all’Inps. Dai controlli dovranno essere segnalate anche le possibili posizioni a rischio frode di quei soggetti che prestano assistenza per accedere alle prestazioni come centri di assistenza fiscale, patronati, intermediari.
