Personale Ssn

Assistente infermiere: almeno un anno per attivare la nuova figura che riqualifica gli Oss

Le maggiori aspettative al netto delle critiche unanimi dei sindacati vengono dalle Regioni e non è difficile comprendere che la maggiore attenzione è rivolta ai presunti risparmi che attesi per le aziende sanitarie

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Nell’attuale scenario vasto e controverso della sanità pubblica si riscontrano molti aspetti di criticità irrisolti o irrisolvibili, dalle polemiche sul finanziamento del Ssn, al ritardo dei rinnovi contrattuali, alla revisione dello stato giuridico dei medici e, naturalmente, alla costante e apparentemente inarrestabile fuga del personale sanitario. Uno dei molteplici punti di contrasto ha tuttavia una caratteristica singolare, quella di trovare in pratica in disaccordo tutti i soggetti interessati alla problematica. Stiamo parlando della nuova qualifica dell’Assistente infermiere – tutta ancora da mettere a terra - sulla quale insistono critiche da parte della metà dei sindacati e financo dagli stessi diretti interessati, cioè gli Operatori socio-sanitari e il loro Migep ma anche gli infermieri, e sembra che sia ben vista soltanto dalla Fnopi e dagli assessori regionali. Uno di questi ha dichiarato giorni fa che l’Assistente infermiere risolverà il problema della grave carenza di infermieri nella Regione ma, in generale, le maggiori aspettative riguardo alla attivazione della nuova figura vengono proprio dalle Regioni e non è difficile comprendere che la primaria attenzione è rivolta ai presunti risparmi che l’Assistente infermiere potrebbe comportare per le aziende sanitarie.

Tempi lunghi per la piena operatività

Non è il caso di entrare nel merito delle critiche sollevate da più parti nei confronti della nuova qualifica perché sono tutte motivate da punti di vista molto distanti tra di loro e condizionate da aspetti strategici che non sempre risultano esenti da opportunismo. Quello che invece si vuole segnalare in questa sede sono i tempi di attuazione, le caratteristiche giuridiche e le ricadute contrattuali della figura. Una osservazione preliminare concerne la tempistica, perché per il primo Assistente infermiere che potrà prendere servizio in una azienda sanitaria – al netto dei tempi delle procedure di reclutamento – si dovrà attendere almeno 6 mesi (ma i corsi potrebbero durare anche 12 mesi), cui vanno aggiunti i tempi di adozione del Dpcm che recepisce l’Accordo Stato/Regioni e del quale non si ha notizia. Le vicende recenti della figura dell’Assistente infermiere si possono riassumere nel modo seguente:

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• 3 ottobre 2024 - Accordo in sede di Conferenza Stato/Regioni, concernente l’istituzione del profilo professionale di Assistente infermiere. Testo composto da 24 articoli.
• 3 ottobre 2024 - Accordo in sede di Conferenza Stato/Regioni, concernente la revisione del profilo professionale dell’operatore sociosanitario. Anche esso composto da 24 articoli. Il pregresso Accordo del 22.2.2001 viene disapplicato ma le qualifiche acquisite con quella normativa sono dichiarate equipollenti alle nuove.
• 18 dicembre 2024 - Accordo in sede di Conferenza Stato/Regioni, concernente la modifica del precedente. Due soli articoli: il primo corregge un mero errore materiale e il secondo, per imposizione del MEF, cambia tutto l’art. 23 relativo all’invarianza finanziaria.

Da Oss ad Assistente infermiere

L’Accordo istitutivo della nuovo figura prende le mosse dal sostanziale fallimento della formazione complementare dell’Oss, sancita nell’Accordo del 2003, riconoscendone esplicitamente “lo scarso impatto sulle organizzazioni”. La formazione complementare – che, comunque, alcune Regioni avevano attivato – viene in buona sostanza abbandonata e la carriera professionale dell’Oss si orienta direttamente verso l’Assistente infermiere. Queste le principali caratteristiche:

• è un operatore di interesse sanitario secondo la definizione dell’art. 1, comma 2, della legge 43/2006;
• la qualifica di Assistente infermiere è riconducibile ai profili professionali socio-sanitari di cui all’art. 5, comma 2, della legge 3/2018 che individuava direttamente nel successivo comma 5 l’operatore socio-sanitario, l’assistente sociale, il sociologo e l’educatore professionale. A tale proposito, la legge commise un evidente errore perché l’educatore professionale è una professionale sanitaria fina dal 1984;
• deve essere in possesso del diploma superiore;
• deve essere già qualificato come Oss e avere una anzianità d almeno 24 mesi;
• in deroga ai requisiti di cui ai punti precedenti, il comma 2 dell’art. 6 detta disposizioni transitorie;
• i corsi sono organizzati dalle Regioni per almeno 500 ore e da un minimo di sei mesi ad un massimo di 12 mesi;
• l’attestato di Oss con formazione complementare è equipollente alla nuova qualifica;
• l’Accordo per essere esecutivo deve essere recepito da un Dpcm su proposta del ministro della Salute;
• gli aspetti normativi ed economici del rapporto di lavoro pubblico saranno definiti nell’ambito del Ccnl del comparto Sanità;
• non può essere iscritto a un ordine professionale ma si sta pensando ad elenchi nazionali;
• non fruisce delle prerogative assicurative previste dalla legge Gelli in quanto non è una professione sanitaria.

Le questioni ancora da chiarire

Detto questo, rimangono indefiniti alcuni aspetti del complessivo scenario istituzionale legato all’Assistente infermiere, alla luce della bozza di Ccnl presentata il 14 gennaio scorso e sulla quale, come è noto, si sono spaccate le sei sigle maggiormente rappresentative. Innanzitutto, nell’art. 16, comma 2, si legge “Nell’allegato A è previsto il profilo di Assistente infermiere, istituito con Accordo Stato Regioni del 3 ottobre 2024 come modificato dal successivo Accordo del 18 dicembre 2024. Tale profilo - collocato nell’area degli Assistenti, ruolo sociosanitario - entra in vigore dalla data di recepimento dei predetti Accordi con specifico Dpcm”. Conseguentemente, nell’allegato troviamo l’intestazione “Profili professionali del ruolo sociosanitario - Assistente Infermiere”.

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