Automotive

Austerity Volkswagen, taglio ai costi del 20% in Cariad

Dopo il megapiano di risparmi da 10 miliardi di euro per il marchio che dà il nome al gruppo, operazione risparmio anche per l’unità software

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L’austerity prende piede nel Gruppo Volkswagen. Dopo il megapiano di risparmi da 10 miliardi di euro per il brand che dà il nome al gruppo e i marchi volume (Seat, Skoda) ed è tuttora sul tavolo della discussione con il sindacato, è il momento di Cariad. L’unità software del gigante tedesco dell’auto apporterà un taglio annuale del 20% ai costi di sviluppo interno fino al 2028, nel tentativo di evitare licenziamenti. Scelte necessarie in una fase non semplice per Wolfsburg, alle prese con un calo della domanda per la sua gamma di vetture a batterie e con una concorrenza in Cina sempre più serrata.

L’accordo raggiunto giovedì tra il management e i rappresentanti dei lavoratori prevede che Cariad offra uscite incentivate volontarie (ma non è stata resa esplicita una tempistica) se l’obiettivo del 20% non verrà raggiunto. A fine ottobre, in effetti, la testata tedesca Manager Magazin aveva riferito che nei piani c’erano tagli per 2.000 posti, nel quadro di una ristrutturazione che sarebbe iniziata nel 2024.

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La società fortemente voluta dal precedente ceo Herbert Diess per creare una piattaforma software in casa e fare di Volkswagen una tech company, non è riuscita finora nel suo intento, provocando perdite per 2,5 miliardi solo nel 2023 e un ritardo di almeno due anni sullo sviluppo di modelli elettrici di punta. Un danno enorme in una fase critica dell’elettrificazione e mentre concorrenti come Tesla e la cinese Byd accelerano. L’attuale ceo Oliver Blume, in sella da poco più di un anno, ha fatto della ristrutturazione di Cariad una parte fondamentale dei suoi sforzi per rimettere in carreggiata la più grande casa automobilistica europea.

Cariad possiede partecipazioni in circa 40 aziende e impiega 6.500 persone, la maggior parte delle quali in Europa.

Blume ha licenziato il ceo Dirk Hilgenberg, voluto da Diess, a maggio, e lo ha sostituito con Peter Bosch, ex consulente di Oliver Wyman, che dirigeva la produzione in Bentley. Il ceo, che guida sia Vw che Porsche, ha dichiarato a giugno che Cariad avrebbe accelerato lo sviluppo del suo nuovo software, a lungo rimandato. La tecnologia, denominata 1.2, sarà alla base della Porsche Macan elettrica e della Q6 e-tron di Audi, a lungo attese.

Sanjay Lal, l’ex Tesla chiamato da Bosch che ha sviluppato una piattaforma software per la startup americana Rivian, adesso guida il nuovo hub di sviluppo di Cariad per i veicoli software-defined, ovvero i veicoli iperconnessi del futuro. Assumerà il ruolo di chief software officer nel consiglio di amministrazione di Cariad a partire da gennaio.

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