Annuncio del leader Kickl

Austria, negoziati falliti. Sfuma il primo assalto dell’estrema destra al governo

Nulla di fatto dopo un mese di negoziati tra FPÖ e Popolari. La palla torna al presidente van der Bellen, che potrebbe ritentare un governo centrista senza l’FPÖ o aprire la strada a nuove elezioni

Il leader dell’ FPÖ Herbert Kickl rientra al quartier generale del partito dopo aver rimesso il mandato di formare il governo al presidente Alexander van der Bellen

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Sfuma in Austria l’ipotesi del primo governo del Dopoguerra guidato dall’estrema destra, almeno per il momento. Il Partito della libertà FPÖ ha infatti annunciato il fallimento dei negoziati con i Popolari dell’ÖVP, dopo oltre un mese di negoziati; e dopo che già era naufragato il precedente tentativo di dar vita a una coalizione tripartita (Popolari, Socialdemocratici e Liberali) che escludesse invece l’FPÖ. L’iniziativa torna dunque nelle mani del presidente Alexander Van der Bellen, con opzioni che appaiono abbastanza limitate se non si vuole tornare alle urne.

Nella lettera inviata a Van der Bellen, il leader del Partito della libertà, Herbert Kickl, ha incolpato del fallimento i Popolari: «Anche se abbiamo fatto delle concessioni su molti punti - sottolinea Kickl - i colloqui purtroppo non sono andati a buon fine». Il leader del partito conservatore ÖVP, Christian Stocker, ha invece stigmatizzato l’atteggiamento di Kickl e ribadito le priorità. Ma le trattative erano apparse ostiche sin dall’inizio, con i Popolari che chiedevano garanzie su alcuni punti - difesa dello Stato di diritto, stop all’influenza russa, rassicurazioni sull’europeismo di Vienna - e uno scontro deflagrato negli ultimi giorni sulla ripartizione dei ministeri, con l’FPÖ che insisteva per avere sia il dicastero delle Finanze che quello dell’Interno, strategici per implementare alcune riforme chiave del programma populista, dalle politiche di asilo ai finanziamenti ai media.

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Le divisioni hanno finito dunque per prevalere sulle affinità presenti nelle due agende elettorali su temi come le tasse e l’immigrazione, sebbene poi anche su quest’ultimo punto i due partiti si siano alla fine scontrati.

L’FPÖ, il partito anti-immigrazione ed euroscettico di Kickl, che si oppone alle sanzioni contro la Russia, ha vinto le elezioni legislative austriache del settembre scorso, con il 28,8% dei voti, davanti al Partito Popolare ÖVP dell’allora cancelliere Karl Nehammer (26%) e ai Socialdemocratici dell’ SPÖ. A ottobre però il presidente Van der Bellen ha conferito a Nehammer il primo incarico di formare un governo, dopo che tutti i maggiori partiti si erano rifiutati di allearsi con il Partito della libertà e Nehammer aveva posto un veto specifico alla figura del suo controverso leader, Herbert Kickl. I negoziati tra ÖVP, SPÖ e Liberali di Neos sono falliti a inizio gennaio e Nehammer si è dimesso, lasciando il posto al cancelliere ad interim Alexander Schallenberg. Caduto il veto di Nehammer nei confronti di Kickl, è stato dunque avviato il tentativo ora naufragato.

Kickl si è detto dispiaciuto, ma ha chiarito che non avrebbe senso tentare ora un negoziato con i Socialdemocratici, l’unico altro partito che con l’FPÖ avrebbe una maggioranza parlamentare. «L’Austria - ha commentato - non ha tempo da perdere».

In serata è intervenuto il presidente Van der Bellen, che ha invitato i partiti a concentrarsi sulla ricerca di un compromesso anziché sull’imposizione della propria agenda e ha indicato le opzioni: elezioni anticipate, un governo di minoranza, un governo tecnico; oppure - ed è la strada che probabilmente Van der Bellen intende percorrere - nuovi negoziati per un esecutivo con una maggioranza parlamentare, con tutta probabilità un governo centrista tra Popolari, Socialdemocratici e Liberali. Il presidente ne parlerà nei prossimi giorni con i partiti. Se si dovesse tornare alle urne però, il Partito della libertà ha il vento in poppa: gli ultimi sondaggi vedono l’FPÖ al 34-35% contro il 20-21% di Popolari e Socialdemocratici. Un primato consolidato che non risolverebbe però il problema chiave: trovare un partner per governare.


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