Il benefit

Milleproroghe: Auto aziendali, rinvio stretta e clausola di salvaguardia

Stop, tra gli altri, alla rottamazione quinquies e all’emendamento anti Musk del Pd. In tutto, dichiarati improponibili 222 correttivi

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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La rottamazione quinquies sostenuta dalla Lega non supera il primo step delle inammissibilità e torna nei cassetti della Lega. Lo stesso fa anche l’altro emendamento del Carroccio che puntava ad allargare alle cartelle 2023 la definizione agevolata oggi ancora aperta. Stessa sorte per l’emendamento anti Musk del Pd con cui si voleva estendere la possibilità di esercizio del golden power ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia Low orbite satellite.

Il tentativo, poi, di rinviare di un anno la stretta antievasione sulle spese di trasferta è stata dichiarata anch’essa improponibile dal presidente della commissione Affari costituzionale del Senato. Sono solo alcuni dei 222 correttivi al decreto Milleproroghe che sono stati dichiarati improponibili per estraneità. Di questi emendamenti bloccati ancor prima dell’esame di merito ce ne son anche 45 dei cosiddetti segnalati dai gruppi parlamentari e che sulla carta avevano almeno la chance di essere valutati.

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Una scrematura che a questo punto lascia però ancora troppi correttivi da esaminare, almeno secondo il Governo.

Sul tavolo della Commissione, infatti, resterebbero da istruire con pareri dei ministeri e controlli incrociati con la Ragioneria per eventuali effetti sui conti pubblici oltre 300 emendamenti.

Tutti da valutare e votare entro l’11 febbraio quando il decreto Milleproroghe è atteso in Aula a Palazzo Madama per essere approvato in prima lettura ed essere poi inviato per il voto finale alla Camera entro fine febbraio. Il Governo per questo avrebbe chiesto ai gruppi politici di fare un ulteriore taglio delle proposte e arrivare a un numero ridotto di emendamenti super segnalati. Se ne parlerà martedì prossimo in commissione Affari costituzionali quando a Palazzo Madama interverrà anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

La tutela per le auto aziendali

Tra le misure che restano ancora in corsa spiccano senz’altro i correttivi sulle auto aziendali. C’è sia la proposta del presidente della commissione Finanze, Massimo Garavaglia, di rinviare la stretta sulle auto aziendali in uso promiscuo ai dipendenti al prossimo 1° gennaio così come gli emendamenti di Forza Italia di escludere dal maggior onere fiscale per dipendenti e imprese i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2025 ma contrattualizzati o prenotati entro il 31 dicembre 2024.

Auto aziendali, con la manovra più malus che benefit

Ipotesi di una clausola di salvaguardia che solo per otto milioni di coperture da trovare è uscita dal maxiemendamento del governo all’ultima manovra di Bilancio. Ora, almeno da quanto si apprende, potrebbe invece veder la luce con il Milleproroghe.

Il ripescaggio dei decaduti

Sulla rottamazione delle cartelle il solo spiraglio di apertura che potrebbe arrivare dal Governo è quello di un ripescaggio dei decaduti dalla rottamazione quater, ossia di tutti quei contribuenti che non sono riusciti a pagare le rate. Per uscire dalla definizione agevolata, infatti, ne basta una sola. Se ci sarà l’ok del Governo, per risalire sul treno della rottamazione quater, però, sarà necessario prima saldare tutte le rate non pagate.

Il rinvio delle polizze

Particolarmente attesa dalle imprese è anche la proroga di qualche mese dell’obbligo di sottoscrizione di una polizza catastrofale. Il milleproroghe a fine anno ha spostato il termine al 31 marzo, ma ancora oggi il decreto attuativo non è stato emanato. Dai ministeri competenti dicono che ormai è questione di ore o comunque di pochi giorni, ma resta il fatto che le imprese sono comunque in difficoltà sulle scelte da fare per assicurarsi contro alluvioni, valanghe, terremoti o altro.

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Lo slittamento della sugar tax

Forza Italia e Lega poi non molleranno il rinvio di un anno della sugar tax, anche se su questo spostamento in avanti di 12 mesi da luglio 2025 a luglio 2026 pesa come un macigno la tagliola degli oneri da coprire per quadrare i saldi di finanza pubblica. Tra i correttivi che hanno superato anche l’esame delle inammissibilità c’è quello di Forza Italia che proroga a fine 2025 le gare per l’assegnazione delle concessioni idroelettriche, mentre tra le proposte di FdI sul riversamento dei crediti d’imposta compensati in ricerca e sviluppo (si veda Il Sole 24 Ore del 25 gennaio).

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