Nuovo presidente Acea

Auto, Källenius (Acea) alla Ue: «La decarbonizzazione sia guidata dal mercato»

Lettera a von der Leyen con le priorità. Il vice della Commissione, Séjourné: «Risposte entro 40 giorni». Scope Ratings vede rischi a medio termine

Ola Källenius, ceo di Mercedes-Benz e nuovo presidente dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (Aceo), parla durante la conferenza stampa a Bruxelles. REUTERS/Johanna Geron

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Non minacce di sanzioni miliardarie, come quelle legate ai limiti più stringenti alle emissioni di CO2, ma un approccio realistico e flessibile alla transizione ecologica. Questo il messaggio lanciato dal nuovo presidente dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea), Ola Källenius, dal Salone dell’auto di Bruxelles. L’obiettivo: trasformare la decarbonizzazione da gabbia a opportunità di crescita economica.

Källenius ha rivolto il suo appello direttamente alla Commissione e al Parlamento europeo, in un contesto globale sempre più complesso. A partire da lunedì, infatti, gli equilibri geopolitici subiranno un nuovo scossone con l’insediamento del presidente statunitense Donald Trump, che potrebbe introdurre pesanti dazi sulle importazioni di automobili europee (alle cinesi ci ha pensato il predecessore, Biden). Secondo un report di S&P Global Ratings, queste misure potrebbero ridurre l’Ebitda delle case europee fino al 17%. «Il Green Deal europeo deve essere sottoposto alla verifica della realtà e reso più flessibile. La decarbonizzazione dell’industria automobilistica va resa un modello di business verde e redditizio», ha dichiarato il presidente dell’Acea. Ha poi invitato l’Ue a evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti, sottolineando il valore di mercati liberi e aperti.

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Lettera aperta a Ursula von der Leyen

Le difficoltà del settore auto continentale sono confermate dalle immatricolazioni nel 2024: appena lo 0,8% in più rispetto al 2023, con 10,6 milioni di unità, ancora ben al di sotto dei livelli pre-pandemia (-18,4% rispetto al 2019). Anche le recenti performance di Stellantis e Renault riflettono un mercato difficile. Nel quarto trimestre, Stellantis ha registrato un calo globale delle consegne del 9%, seppur in miglioramento rispetto al -20% del trimestre precedente. Renault , invece, ha chiuso il 2024 con un aumento delle vendite globali dell’1,3%, trainata dai marchi Dacia (+2,7%) e Alpine (+5,9%), ma in rallentamento rispetto al +9% del 2023.

Källenius, in una lettera aperta alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sollecitato ieri misure concrete per sostenere un settore che rappresenta il 7% del Pil dell’Ue e impiega 13 milioni di persone. Tra le proposte figurano incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici, l’espansione delle infrastrutture di ricarica e regolamentazioni più semplici. Il presidente di Acea ha concluso la lettera sottolineando l’importanza di una stretta collaborazione tra politica e industria. Solo attraverso riforme coraggiose e una visione condivisa, questo il senso, l’industria automobilistica europea potrà continuare a rappresentare un motore di innovazione, occupazione e crescita economica.

Séjourné (vicepresidente Commissione): «Prime risposte entro 40 giorni»

Alle sollecitazioni ha risposto a stretto giro, via X (già Twitter) il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné, a Stoccarda per il summit sull’automotive. «Abbiamo già iniziato a lavorare» con le case grazie al «dialogo strategico annunciato dalla presidente von der Leyen, qualche settimana fa. Daremo seguito al dialogo con i primi elementi di risposta entro 40 giorni». Secondo Séjourné entro febbraio arriveranno «soluzioni di emergenza» per il comparto. Le multe? «Serve un approccio pragmatico: non possiamo indebolire un settore che stiamo cercando di salvare. Ma non dobbiamo tornare indietro sulle ambizioni climatiche». E infine: «L’automobile è il polmone industriale dell’Europa. Non ci dimenticheremo di 13 milioni di posti di lavoro e del 7% del Pil europeo. Abbiamo tre priorità per salvare il settore: garantire la competitività; aumentare la domanda europea di auto pulite e più made in Europe; proteggere il nostro settore dalla concorrenza esterna sleale».

Scope Ratings: «2025 anno cruciale. Rischi a medio termine»

Che il 2025 si presenti come un anno cruciale per l’industria automobilistica europea, lo sostiene anche un report di Scope Ratings in pubblicazione. Le sfide saranno sia cicliche che strutturali. Le case automobilistiche vedranno margini in contrazione, una debole domanda interna e un mercato cinese sempre più competitivo, dominato da produttori locali di veicoli elettrici a prezzi più convenienti e tecnologia avanzata.

Le prospettive a breve termine rimangono gestibili grazie alle solide posizioni di cassa accumulate negli anni precedenti. Tuttavia, il mix di investimenti crescenti, vendite deboli e profittabilità in calo rischia di intaccare le riserve finanziarie e mettere sotto pressione i bilanci, nel medio termine. Scope Ratings conferma che dazi più elevati, imposti dagli Stati Uniti sotto una presidenza protezionistica, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.

In questo scenario, sarà fondamentale per i costruttori europei rafforzare la resilienza attraverso una maggiore integrazione verticale (sul modello cinese, BYD in testa, ndr), investimenti mirati in tecnologie avanzate e una strategia industriale coordinata a livello europeo. In sintesi, il 2025 sarà un banco di prova decisivo per l’industria continentale dell’auto, chiamata a trovare un giusto equilibrio fra la transizione ecologica e la necessità di restare competitiva.

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