25 novembre

Aziende in prima linea contro la violenza sulle donne

Anno dopo anno sono sempre di più le imprese organizzano eventi, campagne, raccolte fondi o lanciano policy per contrastare questo dramma sociale.

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Aziende in prima linea contro la violenza sulle donne. Anno dopo anno sono sempre di più le imprese che in occasione del 25 novembre, la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, organizzano eventi, campagne, raccolte fondi o lanciano policy per contrastare questo dramma sociale. Nonostante infatti questo tipo di violenza avvenga in prevalenza tra le mura di casa, anche chi fa impresa è chiamato a interrogarsi e a dare delle risposte visto che questo dramma può potenzialmente colpire il 50% della popolazione. È alle dipendenti e ai dipendenti così come a tutta la società civile che si rivolgono le iniziative delle aziende.

Unicredit

Tra queste c’è, per esempio, Unicredit che ha aderito al Progetto Microcredito di Libertà promosso dal Dipartimento delle pari opportunità e la famiglia, dall’Ente nazionale del microcredito e da Caritas italiana, insieme ad Abi e Federcasse. Il programma ha l’obiettivo, da un lato, di offrire supporto psicologico e consulenza alle donne vittima di violenza, e dall’altro fornire loro piccoli prestiti consentendo così di accedere a risorse finanziarie indipendenti. Uno degli ostacoli principali che impediscono alle vittime di liberarsi da situazioni di abuso è infatti proprio la mancanza di soldi propri. Per questa ragione, i microcrediti sono rivolti a tutte le donne che, assistite da Caritas Italiana, scelgono di intraprendere un percorso presso un Centro antiviolenza o una Casa rifugio. L’importo può variare da mille euro a un massimo 10mila euro che possono essere destinati all’acquisto di beni o servizi come per esempio spese mediche, servizi di trasporto, istruzione scolastica e la formazione propria e dei figli, spese legate alla ricerca di una nuova casa o per la messa a norma degli impianti della propria abitazione o per la riqualificazione energetica. A oggi Unicredit ha erogato sei microcrediti: tre nel nord est, due nel centro Italia e uno in Sicilia che è stato attivato nelle scorse settimane.

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Tim

Coinvolgere il personale per formarlo e sensibilizzarlo al contrasto della violenza di genere è la strada scelta anche da Tim. La società di telecomunicazioni ha lanciato infatti un’iniziativa che coinvolge la sua rete di punti vendita, trasformati per il 25 novembre in ‘punti viola’. Sono così chiamati i luoghi sicuri presso cui possono recarsi le donne vittime di violenza che verranno assistite dall’associazione no profit DonneXStrada con cui Tim collabora. Al fianco dell’associazione quest’anno ci sarà però anche il personale degli oltre 200 negozi della società che è stato formato e sensibilizzato per prestare una prima assistenza. L’iniziativa fa parte del progetto ‘La parità non può aspettare’ a sostegno l’empowerment femminile che di recente ha visto anche il lancio dell’app Women Plus per sostenere l’occupazione femminile.

Kellanova

Ha puntato invece su un sostegno diretto alle lavoratrici vittime o sopravvissute ad abusi domestici, l’azienda Kellanova. A partire dal 25 novembre la società ha infatti adottato nuove policy con cui saranno garantiti, per esempio, dieci giorni di permesso retribuito aggiuntivo e una maggiore flessibilità lavorativa, condizioni essenziali per chi si trova nella situazione di dover partecipare ad un appuntamento con un avvocato, ricercare un alloggio alternativo o prendersi cura dei propri figli in una circostanza così delicata. I giorni di congedo saranno gestiti in maniera confidenziale, senza la necessità di fornire una giustificazione dettagliata per l’assenza. Il programma di assistenza aziendale prevede inoltre la possibilità di usufruire di un servizio di consulenza confidenziale gratuito, a cui si può accedere online o telefonicamente 24 ore su 24, sette giorni su sette. A questo si aggiunge il supporto legale, con il pagamento della prima ora di assistenza forense, e un contributo economico una tantum per sostenere eventuali spese per aprire un nuovo conto bancario o qualsiasi altra attività che possa garantire sicurezza finanziaria al dipendente. Questa nuova policy si inserisce in un welfare più ampio che comprende, per esempio, politiche volte a sostenere i dipendenti e le dipendenti che stanno affrontando trattamenti per la fertilità, percorsi di transizione di genere, o che stanno vivendo particolari fasi della vita legate alla menopausa o all’interruzione di gravidanza.

Kellanova in Italia ha inoltre collaborato con WeWorld, unendosi al progetto “Spazio Donna WeWorld” con l’obiettivo di aumentare l’empowerment femminile e aiutare le donne vittime di violenza di genere. In questo primo anno l’azienda ha contribuito a supportare circa 20 beneficiarie nell’area di Milano in percorsi di empowerment occupazionale e reinserimento lavorativo, garantendo a ciascuna di loro un ciclo di cinque incontri formativi della durata di due ore.

Motorola

Hanno scelto di appoggiare e lanciare iniziative per sostenere - anche economicamente - centri e associazioni antiviolenza anche Pomellato e Motorola.

Motorola ha deciso di aiutare l’Associazione Telefono Rosa e lo ha fatto in collaborazione con la squadra di calcio AC Monza. Nella giornata di Serie A di sabato 11 novembre, durante l’anticipo casalingo serale Monza-Torino, le magliette della squadra, al posto del logo Motorola, hanno infatti ospitato i messaggi di donne vittime di violenza raccolti da Telefono Rosa. Un modo quindi per raccogliere fondi a favore dell’associazione - visto che dopo la partita le magliette sono state messe all’asta - ma anche per sensibilizzare soprattutto gli uomini.

Pomellato

Pomellato ha organizzato invece, lo scorso 20 novembre, un’asta di beneficenza a favore della Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano (Cadmi). Durante la serata dal titolo «Chiediamoci perché - Dialoghi e scambi sulle radici della violenza contro le donne» si è anche rifletturo sul tema dell’origine profonda della violenza contro le donne attraverso le parole di vari speaker che, moderati dalla giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fagnani, hanno toccano l’argomento dal punto di vista giuridico, storico, e psicologico.

«L’impegno di Pomellato - spiega la ceo dell’azienda Sabina Belli - si esprime attraverso la piattaforma Pomellato for Women che dà voce ai temi della sorellanza, dell’uguaglianza, dell’inclusività e si realizza con il nostro impegno a favore di Cadmi. Da più di 10 anni Pomellato sostiene, infatti, la casa di accoglienza per donne maltrattate con sede a Milano, che fa parte della rete dei centri antiviolenza D.i.Re e a cui, anche quest’anno, abbiamo dedicato una serata al Teatro Manzoni per favorire la riflessione e raccogliere fondi utili ad aiutare in modo concreto».

Alstom

Lo strumento della conferenza-evento organizzata per riflettere e far riflettere sulle diverse sfaccettature che questo fenomeno può assumere è la strada prescelta anche da Bper Banca e Alstom.

Alstom ha organizzato lunedì 20 novembre una conferenza in cui si è parlato di violenza di genere dedicando spazio all’analisi dei segnali d’allarme per riconoscere le situazioni di pericolo e fornendo indicazioni su come agire tempestivamente, oltreché sulle misure di prevenzione e supporto disponibili a livello locale e nazionale. Alla conferenza hanno parteciperanno diverse associazioni che operano per contrastare la violenza come Casa delle donne per non subire violenza, MondoDonna Onlus e Fondazione Pangea Onlus. Durante l’evento è stata anche presentata la mostra d’arte itinerante “Laught!”, ideata dall’artista Monica Pirone, composta da 20 bambole che rappresenteranno un insieme di vissuti delle donne nel mondo.

Bper Banca

Bper Banca ha invece dedicato al tema un evento che si è tenuto giovedì 23 novembre presso la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma e in cui si è parlato di violenza economica e degli strumenti per riconoscerla e contrastarla. Assieme all’associazione D.i.Re, Bper Banca ha inoltre lanciato, per il secondo anno, la raccolta fondi “Insieme per le Donne” a favore del Fondo autonomia che l’associazione ha istituito per chi ha intrapreso un percorso di uscita dalla violenza ma non dispone di risorse economiche sufficienti per una vera autonomia economica e abitativa. Alla campagna, che sarà attiva dal 24 al 30 novembre, ha aderito la stessa Bper con una donazione diretta a cui si aggiungeranno una serie di attività di educazione finanziaria per prevenire i fenomeni di violenza economica, tra cui la promozione di programmi di formazione e sensibilizzazione finanziaria destinati alle donne per aumentare la propria consapevolezza e le proprie abilità gestionali e anche la realizzazione di un vademecum sulla violenza economica. Bper ha poi previsto il coinvolgimento di tutti i dipendenti e le dipendenti in una serie di iniziative di sensibilizzazione, divulgazione e formazione, che inizieranno nei prossimi mesi.

Coop

Differenza Donna è invece il partner di Coop per la campagna “Il silenzio parla”. L’obiettivo è far conoscere il numero antiviolenza 1522 gestito dall’associazione per conto del Dipartimento pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri.

Per farlo Coop ha stampato il numero su centinaia di milioni di confezioni di prodotti, oltreché sugli scontrini e su una shopper di tela a tema. Mentre gli oltre 1000 punti vendita di Coop ospitano in questi giorni immagini dedicate.

In particolare alla campagna è dedicata la confezione di un tipo di biscotti che per l’occasione sarà completamente bianca e con in evidenza solo un QR code che rimanda a un podcast composto da 7 storie di donne che hanno denunciato le violenze subite. Storie vere, raccolte dalle operatrici del 1522, e interpretate dalle attrici Valentina Melis, Cinzia Spanò e Ludovica Pimpinella. Parte dei proventi raccolti dalla vendita dei biscotti e della borsa andrà a favore di Differenza Donna.

Verisure

Alla stessa associazione si è appoggiata l’azienda Verisure, attiva nel settore degli allarmi e della sicurezza. Con Differenza Donna ha attivato un programma formativo antiviolenza per le guardie giurate con l’obiettivo di agire tempestivamente in caso di violenza domestica all’interno delle abitazioni monitorate. La vittima, attivando un apposito segnale SOS, può allertare la guardia giurata che si mette in ascolto per verificare cosa sta accadendo in casa del cliente. In un secondo momento, sempre tramite l’interfono, la guardia giurata può mettersi in contatto con la vittima e chiamare i soccorsi adeguati, fornendo gli strumenti più opportuni per un primo intervento.


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