Ballottaggi, per il centrodestra una débâcle ma chi perde di più è Meloni
Fratelli d’Italia, dopo due anni di ascesa ininterrotta, subisce il primo importante stop. Il verdetto conferma la difficoltà del centrodestra e in particolare delle sue formazioni maggiori, Lega e Fdi, di trovare candidati credibili a Roma come a Milano e in generale in tutte le grandi città
di Barbara Fiammeri
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I punti chiave
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Questa tornata amministrativa è una sconfitta gravissima per il centrodestra. Ma a pagare il prezzo più alto è Giorgia Meloni, che, dopo due anni di ascesa ininterrotta, subisce il primo importante stop. La sconfitta di Enrico Michetti a Roma grava infatti soprattutto sulle sue spalle perché è la leader di Fdi ad aver sponsorizzato e fortemente voluto l’avvocato noto per le sue partecipazioni a una radio della Capitale. Un arresto che pesa e che meriterebbe un’attenta riflessione. Gli attacchi delle ultime settimane sulla vicinanza alla destra estrema non sono infatti sufficienti a spiegare le ragioni dell’esito elettorale.
Lega e Fdi hanno consapevolmente rinunciato a candidature forti a Roma e Milano
Un verdetto che conferma la difficoltà del centrodestra e in particolare delle sue formazioni maggiori, Lega e Fdi, di trovare candidati credibili a Roma come a Milano e in generale in tutte le grandi città. La sconfitta di Michetti brucia tanto quanto quella di due settimane fa nel capoluogo lombardo. Sono infatti due facce della stessa medaglia. La estrema competizione tra Meloni e Salvini ha paradossalmente convinto entrambi che l'obiettivo fosse anzitutto evitare che qualcuno potesse beneficiare del risultato elettorale. Si è preferito così rinunciare a candidature forti (almeno secondo quanto rilevato da tutti i sondaggi) come Albertini a Milano e Bertolaso a Roma che non sarebbero stati riconducibili all’uno o all’altra leader. È vero che entrambi hanno declinato l’invito, ma questo è avvenuto dopo aver preso atto che sulla loro possibile investitura c’era tutt’altro che un sostegno unanime.
Coalizione divisa
La divisione nella coalizione era palese e a poco sono servite le foto opportunity all’ultimo momento, che hanno consegnato un’unità posticcia. Il risultato è stata la sconfitta. Anche laddove, come a Torino, la vittoria sembrava fino a un mese fa quasi scontata. Resiste Trieste, dove tuttavia il sindaco di centrodestra Dipiazza era stato dato vincente forse già al primo turno.
Di certo non basta per consolarsi fare la conta dei municipi governati ora dal centrodestra. Così come solo parzialmente può consolare Fratelli d’Italia la conquista del primato tra le forze politiche. Perché se si punta a governare il Paese, bisogna essere in grado di proporre candidati credibili per guidare le principali città italiane. Questo è il punto. La lezione romana, così come quella di 15 giorni fa a Milano e Napoli deve essere ben assimilata.
