Una questione spinosa

Balneari, Zaia: il Veneto ha avviato le gare per le spiagge

La Regione Sardegna portavoce delle esigenze del comparto balneare: si inizia dalla mappatura dei litorali

Balneari, Mattarella bacchetta Governo su proroga concessioni

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«Credo che le parole della premier sull’Autonomia segnino un momento storico per questo Paese. Un fatto che potrà essere valorizzato anche in Europa», ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, nel corso di una intervista al Corriere della Sera. «A fine 2022, il nuovo governo avvia i Livelli essenziali di prestazione, nel febbraio 2023 la legge Calderoli sancisce i principi generali dell’Autonomia, che dal 16 gennaio approderà all’aula del Senato. Le parole di Giorgia Meloni sono la vera ciliegina sulla torta: sono quelle che mettono la parola fine al centralismo in questo paese. Una rivoluzione che credo possa essere spesa anche all’estero», ha sottolineato il governatore.

Spinosa la questione dei balneari

La questione delle concessioni balneari è «spinosa». «Da un lato il punto di vista europeo ha un principio comprensibile. Dall’altro, l’Europa non è tutta uguale: la connessione tra canoni demaniali e turismo non è la stessa da noi e in nord Europa. Il peccato originale della direttiva Bolkenstein è che non è un abito sartoriale probabilmente non lo potrà mai essere».

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Le gare bandite rispettano la Bolkenstein

«In accordo con i Comuni della costa tra cui Venezia, utilizzando la legge regionale 33 del turismo del Veneto, abbiamo fatto in modo di bandire le gare cercando il rispetto della Bolkenstein: chi si aggiudica la concessione, deve riconoscere quello che è stato fatto da chi c’era prima di lui». Su una possibile candidatura alle elezioni europee, Zaia risponde: «Io ho davanti due anni di amministrazione. Sono impegnati molti fronti, sono impegnato sulla mia Regione. Una Regione che, è bene ricordarlo, avrà l’Autonomia e le Olimpiadi».

L’Italia ha ricevuto una lettera d’infrazione sui balneari

L’Italia ha ricevuto una lettera d’infrazione dell’Europa sui balneari e assegno unico. Roma è stata bacchettata per il mancato adeguamento alla direttiva Bolkenstein per quanto riguarda il regime normativo che disciplina le concessioni di spiagge e arenili.

Sardegna: Regione portavoce delle istanze degli operatori del settore

La Regione Sardegna si fa “portavoce” delle esigenze del comparto balneare ed «è pronta a mettere in atto adeguate misure e correttivi per tutelare i legittimi interessi di chi è titolare di concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, ora in scadenza». La Regione ha annunciato il presidente Christian Solinas, «è al fianco degli imprenditori balneari sardi. Quella turistica, insieme con agroalimentare e allevamento rappresenta una delle industrie primarie fondamentali dell’economia sarda e che incide in maniera significativa sul Pil dell’Isola. In quest’ambito le concessioni demaniali per finalità turistico ricreative rivestono a loro volta una importanza strategica». In assenza di comunicazioni da parte del Governo, come viene sottolineato anche in una nota della Regione, «la Giunta è pronta - e su questo ha lavorato nel corso degli ultimi mesi - ad approvare un programma temporale delle macroattività finalizzate all’affidamento delle concessioni».

Si inizia dalla mappatura dei litorali

Nella prima fase, a seguito dell’approvazione delle nuove linee guida regionali per la predisposizione del Pul (Piano di utilizzo dei litorali, ndr), si procederà alla mappatura e pianificazione dei litorali. Il lavoro prevede la definizione della mappatura, con la analisi delle foto aeree acquisite (orto rettificate), delle dimensioni degli arenili (lunghezza e profondità), delle aree dunali, delle coste rocciose e la determinazione dello stato di utilizzo delle aree demaniali per finalità turistico ricreative dell’intera costa della Sardegna. Successivamente ci sarà l’adozione di tutti i Pul della Sardegna.

Poi la predisposizione dei bandi

Nella seconda fase, in coerenza e nel rispetto dei Decreti attuativi che il Governo emanerà sull’argomento, si procederà determinando gli eventuali criteri che tengano conto della peculiarità dell’industria balneare e delle aziende del settore che operano in Sardegna. Si procederà quindi con la predisposizione (e pubblicazione) dei bandi in coerenza col quanto disposto dai Decreti Governativi e ai criteri. Seguirà la valutazione e delle proposte e l’assegnazione delle concessioni.L’articolazione temporale delle attività della seconda fase avverrà in coerenza con i tempi di emanazione dei Decreti attuativi del Governo, fermo restando che le eventuali procedure di affidamento, salvo diverse determinazioni governative, dovranno essere terminate entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

Nell’isola 1.950 concessioni

«Avevamo davanti una scadenza, quella relativa al dispositivo del Governo con termine oggi, 31 dicembre 2023, ma proprio i tempi stretti imponevano di accelerare quanto più possibile - ha spiegato l’assessore degli Enti locali, Aldo Salaris -. Abbiamo quindi lavorato affinché ogni strada potesse essere percorsa. Oggi siamo in grado di avviare un piano di programmazione che andrà a salvaguardare imprese e occupati». Allo stato attuale in tutta l’Isola risultano in essere circa 1.950 concessioni cui corrisponde un altrettanto numero di imprese con una occupazione diretta durante il periodo estivo, senza considerare l’indotto, ben superiore a 4.000 dipendenti.


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