Guerra ibrida

Baltico, nuovo cavo danneggiato: la Svezia blocca nave bulgara. E la Danimarca: piano da 2 miliardi per la sicurezza dell’Artico

La “Vezhen”, un’imbarcazione costruita nel 2022, è stata inseguita domenica e dirottata dalla guardia costiera verso le acque territoriali del Paese nordico

La nave cargo Vezhen è ancorata per essere esaminata dalle autorità svedesi fuori Karlskrona, Svezia, 27 gennaio 2025. Secondo i siti di tracciamento, la nave ha superato l’area del cavo in fibra lettone danneggiato nella zona economica svedese al largo di Gotland domenica. Agenzia di stampa TT/Johan Nilsson via

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La Svezia ha bloccato una nave bulgara nell’ambito dell’indagine per “sabotaggio aggravato” aperta dopo che un nuovo cavo sottomarino è stato danneggiato domenica nel Mar Baltico nel braccio di mare che separa tra la Svezia e la Lettonia. La “Vezhen”, un’imbarcazione costruita nel 2022, è stata «inseguita domenica e dirottata dalla guardia costiera verso le acque territoriali» del Paese nordico, ha spiegato all’Afp Alexander Kalchev, amministratore delegato della Compagnia marittima bulgara, che ha anche negato qualsiasi atto di sabotaggio. La compagnia di navigazione bulgara Navigation Maritime Bulgare, proprietaria della nave Vezhen, trattenuta dalla Svezia nel Mar Baltico per aver presumibilmente danneggiato un cavo dati sottomarino, ha negato che si sia trattato di un atto di sabotaggio.

Ministra Lettonia: «No perdite dati per cavo danneggiato»

«La buona notizia è che non abbiamo subito perdite o trasmissioni di dati» in seguito al danneggiamento dice la ministra degli Esteri lettone Baiba Braze, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. «Ci sono diverse navi che stanno cooperando - continua - e una che non collabora, quindi la Marina e altre istituzioni stanno collaborando con l’Estonia, la Finlandia, la Svezia, la Norvegia e altri per assicurarsi che siano adottate le azioni opportune. Una delle navi coinvolte è una nave della flotta ombra, sottoposta a sanzioni». «Discuteremo anche - prosegue - come possiamo sanzionare ulteriormente le attività russe, tra cui la flotta ombra e come possiamo fare altre cose, insieme alla Gran Bretagna e agli Usa, per indebolire» lo sforzo bellico russo. «Una Russia debole è la migliore garanzia per l’intera Europa e per l’intero spazio euroatlantico», conclude.

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Nato, Rutte: così la Russia cerca destabilizzarci

«Vitale» continuare a sostenere l’Ucraina. Lo ha detto il segretario generale Mark rutte dal Portogallo, dove si trovava per un vertice con membri del governo portoghese. «Oggi abbiamo discusso della situazione della sicurezza in Europa: la Russia sta cercando di destabilizzare i nostri paesi e sta mettendo a dura prova la resilienza delle nostre società con atti che vanno dai tentativi di omicidio agli attacchi informatici ai sabotaggi; la Russia continua a condurre una brutale guerra di aggressione contro l’Ucraina». «Proprio ieri, abbiamo assistito a un altro incidente nel Mar Baltico con l’interruzione di un cavo che collega Lettonia e Svezia» ha detto Rutte.

La strategia Nato: più navi e droni

Negli ultimi mesi, nel Baltico sono stati ripetutamente danneggiati diversi cavi sottomarini per telecomunicazioni ed energia. Gli esperti europei parlano di atti di guerra ibrida orchestrati da Mosca.E così circa due settimane fa l’Alleanza atlantica ha annunciato lo spiegamento di droni, aerei e navi nella regione. La decisione è giunta mentre si incontravano a Helsinki i dirigenti di otto Paesi che si affacciano sul Mar Baltico.

Danimarca: piano da 2 miliardi per la sicurezza dell’Artico

Il governo danese ha annunciato che spenderà 14,6 miliardi di corone, ovvero due miliardi di euro, per rafforzare la sicurezza nell’Artico - un’area strategica per la sua vicinanza alla Russia e agli Stati Uniti - e nel Nord Atlantico, mentre Donald Trump insiste nell’affermare di voler acquisire la Groenlandia per garantirne la sicurezza. «Il livello di minaccia nell’Artico e nel Nord Atlantico è aumentato. Dobbiamo quindi rafforzare significativamente la presenza difensiva in queste regioni», ha affermato il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen in una dichiarazione.

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