Battiston: «Il lancio Starship è stato un successo, ma il mondo corre e l’Europa è indietro»
di Mara Monti
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Lo spettacolare test di StarShip, il gigantesco razzo vettore alto 122 metri partito dalla base di Boca Chica domenica scorsa, per poi esplodere ad alta quota, benché non abbia completato l’orbita terreste, tuttavia ha nettamente superato i risultati del primo test di aprile arrivando a separare le due parti, il booster Super-Heavy e la navicella StarShip, prima che entrambe esplodessero in momenti diversi. C’è chi ha giudicato il nuovo tentativo un altro fallimento di Elon Mask e chi come l’astrofisico Roberto Battison lo considera un parziale ma significativo successo che apre le porte a nuove frontiere per la space economy.
Professor Battiston che idea si è fatto dell’ultimo test di StarShip?
«Dal mio punti di vista vari passaggi sono stati da manuale: tutti i 33 motori Raptor del Super-Heavy hanno funzionato perfettamente, c’è stata la regolare separazione del primo e secondo stadio dopo poco meno di tre minuti di volo, una delle cose che non avevano funzionato nel precedente tentativo. Il primo stadio è esploso poco dopo, precludendo la possibilità di un ritorno controllato alla base. Il secondo stadio ha invece continuato a salire regolarmente fino a raggiungere una velocità orbitale prossima ai 25.000 chilometri all’ora: successivamente è stato fatto esplodere per evitare di perderne il controllo nella fase di rientro. Ricordiamo che il Super-Heavy deve riatterrare verticalmente con il suo peso ed il suo ingombro nelle immediate vicinanze della rampa di lancio, un’operazione molto complessa e sofisticata, mai tentata fino ad ora. Lo stesso è previsto in futuro per Starship per cui è già stato effettuato un test che ha avuto successo.
Quanto costa lanciare un razzo di queste dimensioni?
Relativamente poco, si parla di 40 milioni di dollari contro i 2 miliardi di dollari di un lancio dello Space Launch System (SLS) della Nasa, concepito per trasportare gli astronauti nelle prossime missioni verso la luna. La Nasa ha investito in StarShip, in quanto è necessario per realizzare la stazione semipermanente sulla luna. Questo tipo di missioni, infatti, hanno bisogno di due sistemi uno per il cargo, appunto il razzo di Musk e uno per gli astronauti. Un costo così basso per questi test è possibile solo perché Starship gioca in casa in quanto SpaceX ha a disposizione il formidabile team di ingegneri e tecnici per realizzare tutte le parti, dai motori, alla fusoliera, al montaggio. Di fatto sono costi interni di una ditta che è in grado di realizzare tutto il lanciatore dal primo bullone fino alla punta.


