Risiko Bancario

Mps, affondo su Mediobanca: offerta di scambio totalitaria su Piazzetta Cuccia

Mossa a sorpresa di Siena, che spariglia le carte del risiko bancario: Ops (non concordata) con valutazione di 13,3 miliardi e premio del 5%. Obiettivo il delisting della banca d’affari. Il peso dell’asse Delfin-Caltagirone nei due gruppi

5' min read

5' min read

Mps spariglia le carte del risiko bancario e lancia a sorpresa un’offerta pubblica di scambio totalitaria su Mediobanca. L’offerta pubblica di scambio annunciata da Mps su Mediobanca valuta Piazzetta Cuccia 13,3 miliardi di euro e offre un premio del 5,03% sul prezzo di chiusura di Borsa di ieri. Mps, si legge in una nota, offre 23 azioni per ogni 10 azioni Mediobanca portate in adesione.

Secondo fonti finanziare consultate da Radiocor l’Ops lanciata da Mps su Mediobanca non è stata concordata con i vertici di Piazzetta Cuccia, che con ogni probabilità la considereranno ostile. Le prime valutazioni formali, in ogni caso, saranno effettuate dal cda che si riunirà nei prossimi giorni, quasi certamente all’inizio della prossima settimana.

Loading...

L’operazione

In una nota di Siena viene sottolineato come dall’unione tra Mps e Mediobanca «nasce un nuovo campione nazionale nel settore bancario italiano, che si posiziona al terzo posto nei segmenti chiave, con una forte complementarità di prodotti e servizi e caratterizzato da un business mix altamente diversificato e resiliente, con rilevanti sinergie industriali». Il nuovo gruppo «proteggerà e favorirà lo sviluppo dei due già forti brand Mps e Mediobanca, preservandone il posizionamento e le competenze uniche e consentendo alle famiglie e alle imprese italiane di accedere a una piattaforma di servizi bancari più ampia e integrata».

Un accordo per Mediobanca potrebbe rappresentare un ulteriore sviluppo nel consolidamento del settore finanziario italiano. Banco BPM ha lanciato in novembre un’offerta per Anima Holding, mentre Unicredit ha puntato su Banco BPM e la tedesca Commerzbank.

Obiettivo delisting

L’obiettivo dell’Ops di Mps su Mediobanca è di «acquisire l’intero capitale sociale dell’emittente e conseguire la revoca delle azioni Mediobanca dalla quotazione su Euronext Milan». Piazzetta Cuccia, infatti, ritiene che «il delisting favorisca gli obiettivi di integrazione, creazione di sinergie e crescita tra Mps e Mediobanca».

L’azionariato di Mps...

Nei giorni scorsi Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, era salita al 9,78% del capitale di Mps, incrementando la quota dal 3,5% rilevato in occasione della vendita da parte del Mef del 15% dell’istituto senese. La mossa della holding della famiglia Del Vecchio rafforzava il «nocciolo duro» italiano dopo la progressiva discesa del Tesoro nel capitale: il Mef resta primo azionista con l’11,7%, seguito da Delfin con il 9,78%, da BancoBpm con il 5%, da una quota analoga (5,026%) nelle mani di Francesco Gaetano Caltagirone e dal 4% nella disponibilità di Anima.

...E quello di Mediobanca

L’asse Delfin-Caltagirone costituisce anche il blocco di maggior peso fra gli azionisti di Mediobanca: la holding della famiglia Del Vecchio è infatti primo socio di Piazzetta Cuccia con il 19,8%, Caltagirone secondo con il 7,76%: insieme dunque detengono il 27,5% della banca d’affari, mentre il patto di consultazione raggruppa l’11,40% degli azionisti.

Lovaglio: «Creiamo valore per le banche e il Paese»

«Con questa operazione di natura industriale vogliamo segnare un nuovo approccio nel percorso di consolidamento del settore bancario che in maniera innovativa crea valore da subito sia per gli azionisti di Mps che di Mediobanca, e ritengo anche per l’intero sistema Paese. Puntiamo a un nuovo campione nazionale, con due brand di eccellenza, che vogliamo proteggere e ancor più valorizzare». Così il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, nella nota in cui la banca annuncia l’offerta su Mediobanca.

«Un nuovo e moderno gruppo bancario altamente competitivo - prosegue Lovaglio - leader in business specialistici chiave e con una forte solidità patrimoniale, che si pone l’obiettivo di svolgere in modo sempre più virtuoso il ruolo di sostegno a famiglie, imprese e comunità locali. Insieme e a beneficio di tutti gli azionisti, abbiamo l’opportunità di creare un player con un modello di banca globale bestin-class e resiliente, facendo leva su competenze distintive e complementari, capillari reti distributive e agili piattaforme digitali. Una combinazione di business unica di talenti, know-how, brand e valori». Sarebbe - conclude - «la giusta sintesi per un’eccellenza italiana su cui costruire un futuro di crescita e innovazione a beneficio di clienti, dipendenti, azionisti e tutti gli altri stakeholder».

«Operazione prospettata al Mef fin dal 2022»

L’ad di Mps Luigi Lovaglio aveva prospettato al Mef, primo azionista dell’istituto, l’operazione su Mediobanca già alla fine del 2022. E’ lo stesso Lovaglio a rivelarlo nella conference call: «Il 16 dicembre 2022, dopo aver completato l’aumento di capitale da 2,5 miliardi (cui partecipò anche il Mef, ndr) incontrai il ministro dell’economia (Giorgetti. ndr) e presentai 3 opzioni: continuare da soli, fare un’operazione fra pari e un’operazione con Mediobanca. Ora - ha concluso - è giunto il momento».

«Il Mef - ha aggiunto l’ad - non ha posto nessun limite a questa operazione. Il progetto - ha ribadito - è molto interessante per gli azionisti di entrambe le banche e saremo in grado di dire quanto valore riusciremo a creare con questo progetto innovativo».

Voto unanime in cda

L’offerta del Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca è stata approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della banca in cui siedono i rappresentanti eletti a suo tempo nella lista del ministero del Tesoro accanto ai nuovi entrati con il riassetto avvenuto a dicembre. E’ quanto apprende Radiocor da autorevoli fonti a conoscenza dell’operazione. In caso di successo dell’offerta di scambio su Piazzetta Cuccia, l’azionariato dell’istituto vedrebbe Delfin (famiglia Del Vecchio) confermarsi come primo socio con il 16% circa, Caltagirone posizionarsi intorno all’8% e il ministero del Tesoro scendere di poco sotto il 5%. Con l’ultimo collocamento avvenuto a novembre il Mef si è portato all’11,7% nel capitale del Monte dei Paschi. Banco Bpm deterrebbe poco meno del 2% direttamente ma potrebbe contare, in caso di acquisto di Anima, di una quota simile per via indiretta.

Il business e il ruolo di Generali

Il gruppo si contraddistinguerà come «un player di Wealth Management di prim’ordine, grazie alla combinazione dell’expertise di Mps e Mediobanca nel private banking e di Banca Widiba e Mediobanca Premier nell’asset gathering, grazie a circa 1.200 consulenti finanziari» nonché come «un forte operatore» nel corporate e investment banking «in tutti i prodotti (ad esempio, corporate finance, mercati dei capitali, prestiti alle imprese), con una posizione di leadership nel mercato Equity Capital Markets e M&A e una forte complementarità della base clienti e al contempo con un’opportunità di crescita in particolare nel segmento di mercato in via di sviluppo delle medie imprese».

Mps-Mediobanca sarà inoltre «leader nel settore dei finanziamenti al consumo attraverso Compass, già partner scelto da Mps nonché come «operatore che beneficia di un flusso di cassa sostenibile, derivante dall’investimento assicurativo». Il riferimento è alle Generali, di cui Mediobanca detiene il 13% e i cui ricchi e stabili dividendi alimentano il conto economico di Piazzetta Cuccia. «La business combination consentirà di ampliare l’offerta di prodotti e servizi e rafforzare la capacità di sostenere nuovi investimenti, attraverso un modello bancario sinergico e facendo leva sui punti di forza, le competenze distintive e l’eccellente capitale umano delle due organizzazioni».

(In aggiornamento)

Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti