Bollette, dal bonus agli incentivi: la ricetta dell’authority per ridurre i costi
L’Autorità propone di trasferire alla fiscalità generale alcune voci attualmente finanziate attraverso gli oneri pagati in bolletta. E lancia l’allarme su nuovi rincari nel primo quadrimestre del 2022
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
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L’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) torna a chiedere di trasferire alla fiscalità generale il finanziamento di alcune misure attualmente coperte attraverso gli oneri di sistema sostenuti dagli utenti con le bollette di luce e gas. L’appello è stato lanciato nei giorni scorsi, nel corso di un’audizione davanti alla X Commissione Attività produttive della Camera,dal presidente dell’Authority, Stefano Besseghini, che ha richiamato l’attenzione sul rischio di un nuovo significativo aumento dei prezzi per i servizi di tutela nel primo quadrimestre del 2022 «che determinerebbe criticità simili a quelle affrontate per il quarto trimestre del 2021».
Il fabbisogno per il supporto alle rinnovabili
Per l’Arera occorre quindi rivedere una volta per tutte la composizione della bolletta, con particolare riferimento al peso degli oneri nel settore elettrico che, secondo le stime diffuse dalla stessa Autorità, genereranno per il prossimo anno un fabbisogno complessivo di circa 10 miliardi di euro solo per la componente Asos (la voce che va a sostenere lo sviluppo delle rinnovabili), appena un miliardo in meno rispetto all’ammontare raccolto per il 2021 (circa 11 miliardi).
L’intervento sul bonus sociale
Cosa fare, quindi? Per l’Arera la strada è chiara: bisogna trasferire alla fiscalità generale una serie di voci attualmente coperte dagli oneri generali, a cominciare dai bonus sociali per l’energia e l’ambiente riconosciuti alle famiglie disagiate. Una misura di politica sociale, sottolinea l’Autorità nella sua memoria, la cui portata è peraltro cresciuta molto con l’attivazione del riconoscimento automatico agli aventi diritto al bonus.
Il peso del sostegno agli energivori
Tra le voci che dovrebbero essere finanziate attraverso la leva fiscale, l’Authority include poi il costo delle agevolazioni per le imprese energivore che pesa per 1,6 miliardi di euro l’anno su clienti domestici e non domestici non energivori e che diminuirebbe se venissero ridotti gli oneri per le fonti rinnovabili.
Le altre voci da finanziare con la fiscalità generale
Secondo l’Autorità, poi, andrebbero trasferiti anche il costo delle agevolazioni per la trazione ferroviaria su rete tradizionale (i consumi di Rfi per i servizi ferroviari sulla rete ad alta velocità non si avvantaggiano del regime tariffario speciale), che ammonta finora a circa 400 milioni di euro, e i circa 135 milioni di euro, raccolti tramite specifici elementi della componente Arim, che annualmente sono versati dalla Csea al bilancio dello Stato in virtù di norme specifiche contenute nelle leggi di bilancio 2005 e 2006.


