Bonus casa, 100 miliardi in fumo con il taglio delle agevolazioni
Uno studio di Cna e Nomisma evidenzia l’impatto durissimo che le misure previste in manovra potranno avere sul settore delle ristrutturazioni
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I punti chiave
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Quasi 100 miliardi di domanda di lavori di ristrutturazione persa nel giro di tre anni. Con un potenziale di almeno 3 milioni di famiglie che potrebbero scegliere di non intervenire sul proprio immobile per renderlo più efficiente.
Fuori dalle percentuali astratte delle agevolazioni fiscali, sono questi i numeri più concreti che potrebbero derivare da un taglio importante dei bonus casa, come quello che sta prendendo forma con la legge di Bilancio.
Gli scenari per i lavori di ristrutturazione
La stima arriva da Cna, ed è basata su un sondaggio curato da Nomisma: la stretta sui bonus edilizi, con aliquote al 36% ed un tetto massimo di 48mila euro (lo scenario peggiore considerato dallo studio), ridurrebbe per la precisione la domanda delle famiglie per le ristrutturazioni di 97,3 miliardi in 3 anni, con 3,5 milioni circa di famiglie che potrebbero rinunciare a lavori che hanno in programma per le loro abitazioni.
Ma anche le ipotesi contemplate in manovra (aliquote al 50% solo per le prime case e al 36% sulle altre) porterebbero a una contrazione importante della domanda.
La domanda persa di lavori edilizi
Questa “domanda persa” per 97,4 miliardi - evidenzia il rapporto di Nomisma per l’associazione di artigiani e piccole imprese - avrebbe il potenziale di generare 119,7 miliardi di valore aggiunto e attivare oltre due milioni di posti di lavoro.

