Le istruzioni Inps

Bonus asilo nido, domande al via: nuove soglie Isee e eliminazione del requisito del secondo figlio

Attivo online il servizio per la presentazione delle domande. Il bonus nido per il 2025 presenta nuove soglie Isee e non richiede più la presenza di un secondo figlio nel nucleo familiare

di Michela Finizio

Aggiornato il 25 marzo 2025

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È attivo online il servizio per la presentazione delle domande relative al «Bonus Asilo Nido e forme di supporto presso la propria abitazione» per l’anno 2025. I genitori interessati possono ora accedere al portale dell’Inps per richiedere il contributo destinato a sostenere le spese per l’asilo nido e per le forme di assistenza a domicilio. Lo comunica l’Inps.

Il bonus nido è dunque pronto a partire anche quest’anno. L’Inps ha pubblicato venerdì 21 marzo la circolare n. 60 del 20 marzo 2025 con le istruzioni operative e la procedura per fare domanda sarà attiva dalla prossima settimana. L’istituto ha poi aggiornato la pagina internet dove è possibile caricare l’istanza per il 2025: le famiglie con figli sotto i 3 anni che frequentano servizi per l’infanzia possono finalmente attivare la richiesta del contributo e, una volta autorizzata la pratica, caricare le quietanze dei pagamenti già effettuati a partire da gennaio.

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L’avvio del bonus nido, infatti, arriva in ritardo rispetto al 2024, quando le famiglie avevano potuto presentare richiesta già da fine febbraio. La misura, va ricordato, viene erogata “a rimborso” delle spese già sostenute: in questo caso le tempistiche della burocrazia incidono in modo rilevante sulla capacità di spesa delle famiglie.

Le novità 2025

Alla luce delle novità introdotte con l’ultima legge di Bilancio, il bonus nido quest’anno cambia - ancora una volta - veste. I contributi erogati per rette sostenute a partire dal 1° gennaio 2025, verranno modulati in base ai seguenti importi.

In caso di bambini nati prima del 1° gennaio 2024, le cifre restano uguali allo scorso anno:

  • 3.000 euro annui se l’Isee non supera i 25.000,99 euro;
  • 2.500 euro se l’Isee è tra 25.001 e 40.000 euro;
  • 1.500 euro se l’Isee supera i 40.000 euro o è assente.

Invece per i bambini nati dal 1° gennaio 2024:

  • il bonus nido sale a 3.600 euro per tutti coloro che hanno un Isee fino a 40mila euro;
  • mentre resta 1.500 euro con Isee superiore a 40.000 euro o assente.
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In pratica, l’innalzamento a 3.600 euro (quota massima) sotto i 40mila euro di Isee, che l’anno scorso era previsto solo in presenza di almeno un altro figlio di età inferiore ai dieci anni nel nucleo familiare, quest’anno è esteso a tutti i bambini nati dal 1° gennaio 2024, indipendentemente dal cosiddetto “secondo figlio”.

Un’altra importante novità è legata allo stesso Isee, in particolare al valore Isee preso in considerazione ai fini della prestazione del bonus nido. Come previsto sempre dall’ultima legge di Bilancio, la quota percepita a titolo di assegno unico e universale - in questo caso nel 2023, anno di riferimento per l’Isee 2025 - non viene considerata nel calcolo dell’indicatore: lo scorporo della voce però non viene comunicata al cittadino richiedente, ma viene gestita internamente da Inps, assicura l’istituto.

I nodi da sciogliere sull’Isee

La circolare Inps sul bonus nido 2025 precisa che nel caso in cui l’Isee risulti attestato, ma siano presenti omissioni e/o difformità dei dati relativi al patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali autodichiarati, o nel caso siano rilevate delle incongruenze o discordanze tra i dati indicati nella Dsu presentata per il rilascio dell’Isee e i dati disponibili nelle banche dati interne gestite da Inps, l’importo del contributo verrà erogato nella misura prevista in assenza di Isee (quindi nella misura minima di 1.500 euro annui). Solo dopo la rettifica della Dsu, dopo aver sanato le difformità od omissioni, il contributo verrà ricalcolato tenendo conto dei nuovi elementi forniti.

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Si ricorda che è in corso una revisione del modello di Dichiarazione sostitutiva unica che debutterà il prossimo aprile per poter recepire la novità normativa che prevede l’esclusione dei titoli di Stato (e dei prodotti di risparmio postale garantiti) dal calcolo dell’Isee fino a un importo massimo di 50mila euro. Sono stimate in circa 3 milioni le Dsu dei cittadini interessati da questo cambio in corsa e che potranno - solo una volta operativo il nuovo modello - presentare una richiesta di ricalcolo del proprio indicatore. E a quel punto, a cascata, la revisione al ribasso dell’Isee potrebbe tradursi anche in un bonus nido più sostanzioso.

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