Borse, venti di recessione dagli Usa. A picco il Nasdaq (-4%) con Tesla. Persi 1.000 mld dollari
Tonfo per Wall Street. Il Dow Jones chiude in calo del 2,08% a 41.912,35 punti, il Nasdaq cede il 4,00% a 17.468,32 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,7% a 5.614,61 punti. Wall Street trascina in ribasso l'Europa, Milano chiude a -0,9%. Il dollaro è sui minimi da novembre. Il bitcoin scivola sotto gli 80mila dollari
3' min read
Le ultime da Radiocor
Cedacri: in I semestre ebitda sale a 124 mln, migliora leva finanziaria
Borsa: Trump gela i mercati, Milano (-1,2%) limita i danni con rimbalzo oil
*** BTp: spread chiude in rialzo a 81 punti, rendimento decennale balza al 3,90%
3' min read
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I timori di recessione negli Stati Uniti, alimentati dalle parole del presidente Donald Trump, innescano una reazione a catena che da Wall Street ha investito anche l'Europa, con gli indici continentali che hanno chiuso poco sopra i minimi di giornata. Se i cali sono generalizzati - industriali, costruzioni, materie prime e banche tra i peggiori - a pagare lo scotto maggiore sono i titoli tecnologici, in scia al tonfo del NASDAQ 100 (che sta andando verso la peggiore seduta dal 2022, mandando in fumo 1.000 miliardi di dollari) e di Tesla , dopo le vendite in Cina dimezzate a febbraio. Così, mentre il tema dazi continua a essere in primo piano tra minacce e schiarite, il Ftse Mib di Milano ha ceduto lo 0,95%. Hanno terminato in calo anche gli altri listini del Vecchio Continente: Parigi ha perso lo 0,9% e Francoforte l'1,75%, mentre infuria la bagarre sulla riforma del freno al debito, osteggiata dai Verdi tedeschi.
Wall Street chiude in calo, affondando Tesla e Nvidia
Wall Street ha archiviato il suo lunedì nero con pesanti perdite. Il Dow Jones ha perso il 2,08%, l’S&P 500 il 2,69% e il Nasdaq il 4%. A decretare il tonfo dell’indice dei titoli tecnologici Tesla che ha ceduto il 15,43% a 222,15 dollari. Male anche gli altri titoli tech da Apple a Meta, Alphabet, Amazon e Nvidia, tutti con cali intorno 5%.
In forte ribasso gli indici a Walll Street, reduci dalla peggior settimana dallo scorso settembre, viaggiano in calo. In particolare il NASDAQ 100 cè calato a picco, con gli scivoloni di Tesla e Nvidia. A pesare, anche in questo caso, le parole di Trump che non ha escluso una recessione dell'economia del Paese. Le turbolenze potrebbero proseguire anche questa settimana, dato che sono previsti diversi dati economici di rilievo: martedì 11 marzo il rapporto Jolts sulle offerte di lavoro, mercoledì 12 l'inflazione Cpi di febbraio, giovedì 13 l'inflazione Ppi, venerdì 14 la fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan. Sull'azionario, prosegue la discesa di Tesla , dopo aver chiuso in calo le ultime sette settimane e aver ormai cancellato tutto il guadagno successivo alle elezioni americane. Pesante anche Nvidia Corp . I timori di recessione pesano soprattutto sui titoli bancari con J.P. Morgan Chase & Co , Citigroup , Wells Fargo & Co , Bank Of America , Morgan Stanley e Goldman Sachs Group che viaggiano con il segno meno.
A Piazza Affari bene le utility e i farmaceutici
In una Piazza Affari in rosso, hanno resistito le utility con Hera (+2,8%) e Snam (+2,9%) che hanno messo a segno i rialzi maggiori posizionandosi in cima al listino. Bene anche Campari (+3,3%) e i titoli legati alla salute con Diasorin (+4,6%) - il migliore sul Ftse Mib - e Amplifon (+2%) dopo aver completato l'acquisizione network di Kind, raddoppiando la sua presenza in Polonia. Ancora protagoniste le banche con il risiko in corso. A tal proposito l’Antitrust ha dato il via libera “senza condizioni” all’Opas lanciata da Banca Ifis (+0,3%) su Illimity Bank (-0,6%) . Sempre sul fronte bancario, in giornata è stato sotto i riflettori Unicredit (-3,3%) dopo che, secondo la stampa tedesca, il nuovo governo tedesco metterà ancora più paletti all'acquisizione di Commerzbank (-1,7%) . Dopo lo scivolone di venerdì scorso, ha terminato sotto la parità Leonardo (-0,5%), in focus con la prospettiva che l'Unione Europea aumenti la spesa per il comparto della Difesa. Proprio questa corsa al riarmo potrebbe spingere il gruppo guidato da Roberto Cingolani nel cda convocato martedì 11 marzo per l'approvazione dei conti del 2024, potrebbe annunciare un aumento della cedola. Le prese di beneficio colpiscono Buzzi (-6,1%) dopo il rally dei giorni precedenti, forti cali anche per Banca Mps (-4,5%) e Fineco (-4,4%) . Fuori dal paniere principale pesanti vendite su Juventus Fc, dopo la sconfitta per 4 a 0 contro la diretta rivale Atalanta. Un risultato che rende anche più incerta la qualificazione alla prossima Champions League, importante fonte di ricavi per i club di Serie A.



