Borse, l’inflazione Usa risveglia il Toro. Milano (+1,5%) chiude ai massimi dal 2008
Il dato rasserena parzialmente gli investitori sulla direzione della Fed nei prossimi mesi. In giornata i conti delle banche americane hanno superato le attese degli analisti, mentre il bitcoin mette di nuovo nel mirino quota 100 mila dollari
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il dato sull’inflazione americana infonde coraggio ai listini di entrambe le sponde dell’Atlantico, con Wall Street in volata e con le Borse europee che chiudono in solido rialzo la seduta. A dicembre, il dato si è attestato allo 0,4% su base mensile, superando le attese, e al 2,9% annuo, come da stime. Ma a essere positiva è stata soprattutto la parte “core”, ovvero quella che esclude energetici e alimentari, che ha mostrato una crescita annua del 3,2% (stime del 3,3%) e su base mensile dello 0,2%, inferiore alle stime dello 0,3%. Come sottolineato da Filippo Diodovich, Senior market strategist di Ig Italia, «su base mensile la crescita dei prezzi core è la più bassa degli ultimi cinque mesi». Il mercato spera quindi rimanga un certo margine di manovra alla Fed per tagliare i tassi, anche se «guardando al futuro non è da escludere che le pressioni inflazionistiche possano aumentare nel primo trimestre 2025 sulla scia di prezzi energetici elevati e delle politiche economiche portate avanti dall’amministrazione Trump», ha sottolineato Diodovich.
Così, il Ftse Mib di Milano termina sui massimi dal 2008 in rialzo dell’1,5% a 35.646 punti. Guadagni anche per il Cac di Parigi (+0,7%), il Dax di Francoforte (+1,7%) nonostante il Pil tedesco in calo dello 0,2% nel 2024, l’Aex di Amsterdam (+1%) , l’Ibex di Madrid (+1,2%) e il Ftse 100 di Londra (+1,2%) , con l’inflazione in Gran Bretagna più debole delle attese che apre la porta a un possibile taglio per la Bank of England a febbraio.
Wall Street chiude in rialzo, le banche battono le stime
Wall Street chiude in rialzo, dopo i dati confortanti sull'inflazione e le solide trimestrali delle banche: il Dow Jones sale dell’1,65% a 43.221,36 punti, il Nasdaq avanza del 2,45% a 19.511,23 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,83% a 5.949,90 punti. Goldman Sachs Group ha superato le previsioni degli analisti. I profitti del quarto trimestre sono più che raddoppiati a 4,1 miliardi di dollari, grazie alla forza della sua banca d'investimento, all'espansione della sua attività di gestione patrimoniale e a un guadagno a sorpresa di 472 milioni di dollari da una scommessa sul bilancio. Anche Blackrock ha battuto le attese degli analisti, nel 2024 gli utili sono saliti del 16% a 6,37 miliardi di dollari, mentre le masse gestite sono aumentate del 15% a 11.551 mld. Gli utili di J.P. Morgan Chase & Co sono aumentati del 50% a 14 miliardi di dollari nel quarto trimestre, sopra le attese. I ricavi sono cresciuti dell'11% a 43,7 miliardi. Citigroup nel quarto trimestre ha registrato un utile di 2,9 miliardi di dollari, sopra le stime, e ricavi in aumento del 12% a 19,58 miliardi. Wells Fargo & Co ha riportato utili netti per 5,1 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2024, a fronte dei 3,446 miliardi del corrispondente periodo 2023. I ricavi sono rimasti stabili a 20,37 miliardi di dollari nel periodo.
A Piazza Affari in coda Saipem (-4,9%), vola Iveco a +5,8%
A Milano, vendite su Saipem che chiude in coda al listino in calo del 4,9%. Secondo Bloomberg, la società sta affrontando delle difficoltà nella realizzazione di un parco eolico al largo della costa nord-occidentale della Francia, dove è in debito di centinaia di milioni di euro per il superamento dei costi. In rialzo gli altri titoli energetici e le utility, con A2a (+2,2%) ed Enel (+1,8%) in prima fila. In testa Iveco (+5,8%) spinto dalla promozione degli analisti di Kepler, seguita da Prysmian (+4,4%), che beneficia del giudizio positivo di Citi. Bene le banche, in scia ai risultati delle big americane, con Mediobanca a +2,72% e UniCredit a +2,03%, ma hanno vissuto una giornata positiva anche Unipol (+2,94%), Buzzi (+2,86%) e Inwit (+2,96%). Tra i pochi titoli in rosso, oltre alla già citata Saipem, ci sono Nexi (-1,7%), Brunello Cucinelli (-0,5%) e Leonardo (-0,3%). Termina a +0,5% Tim, che rimane sotto i riflettori nel giorno in cui il cda esamina il dossier Sparkle e all'indomani della bocciatura del ricorso di Vivendi per annullare la vendita della rete
Dollaro sotto pressione dopo inflazione Usa, sale il greggio
Sul valutario, la prospettiva che il contesto macro consenta alla Fed di tagliare i tassi almeno un paio di volte quest'anno ha messo sotto pressione il dollaro: un euro vale 1,0290 dollari da 1,0280 della vigilia e dopo essere arrivato a 1,0355, mentre il biglietto verde incrocia lo yen a 156,65 (da 158,05). Il rapporto euro/yen è a 161,16 (da 162,58). Sul fronte energetico, in rialzo il prezzo del petrolio dopo la riduzione superiore alle attese delle scorte americane: il Wti per febbraio sale dell'1,97% a 79,03 dollari al barile, mentre la consegna marzo per il Brent guadagna l'1,46% a 81,09 dollari. Poco mosso il gas naturale: il future di riferimento segna +0,2% a 47 euro al megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam. Anche il bitcoin reagisce positivamente ai dati sull'inflazione Usa e torna a mettere nel mirino quota 100.00 dollari scambiando a 99.431,56 dollari (+3,1%).


