Borse, l’inflazione Usa agita l'Europa. Milano in trincea chiude a -0,1%
Il dato ha registrato un'accelerazione a sorpresa a gennaio. Wall Street chiude contrastata. A Piazza Affari sprint di Nexi, metre il faro è ancora sul risiko bancario
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Le ultime da Radiocor
Borsa: riparte dai tech dopo le tensioni Usa-Iran, Milano strappa +1,1%
*** BTp: spread chiude in calo a 75 punti, rendimento decennale scende al 3,84%
***Commerz: dipendenti contro UniCredit, "non la vogliamo, agisca la politica"
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il rialzo a sorpresa dell’inflazione americana sopra le stime agita le Borse europee che, dopo lo scossone a ridosso della pubblicazione del dato, risalgono dai minimi chiudono la seduta in area positiva, con l'unica eccezione del Ftse Mib, sotto la parità per lo 0,14%. Nel dettaglio, il dato annuale sui prezzi al consumo ha accelerato dal 2,9% del mese precedente al 3%, con le attese per una conferma del 2,9% di dicembre. Ulteriore nota dolente è che, ad oggi, l’inflazione non ha ancora integrato gli effetti delle politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump, come osserva Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia. Secondo l’esperto, nel breve termine, «non esistono le condizioni per procedere a un cambio nelle strategie monetarie da parte della Federal Reserve» mentre è «altamente probabile» che la banca centrale americana continui a monitorare l’andamento delle variabili macroeconomiche. Secondo IG Italia la Fed non ritoccherà il costo del denaro nel 2025. D’altronde, nota Alex Kuptsikevich, chief market analyst di FxPro, un allentamento delle politiche in condizioni di piena occupazione «può causare un surriscaldamento dell'economia, innescando una spirale inflazionistica». In questo quadro, le ultime stime del FedWatch Tool danno una probabilità del 95% di mantenere il tasso di riferimento il 19 marzo, rispetto al 75% di un mese fa e all'83% di una settimana fa.
Wall Street chiude contrastata, inflazione Usa sale a sorpresa
Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones perde lo 0,50% a 44.368,56 punti, il Nasdaq avanza dello 0,03% a 19.649,95 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,27% a 6.051,97 punti. Sull'azionario, sale la catena di farmacie Cvs Health dopo un utile per azione di 1,19 dollari su ricavi di 97,71 miliardi di dollari, contro attese per 0,93 dollari su 97,19 miliardi. La guidance per l'intero anno si è rivelata in linea con le previsioni. Bene anche Super Micro C , nonostante la società tech abbia tagliato le previsioni sui ricavi per l'intero anno. In rialzo Doordash , dopo che la società di food delivery ha registrato ricavi di 2,87 miliardi, contro i 2,84 miliardi del consensus. Acquisti anche su Restaurant Brands International, proprietaria delle catene Burger King e Popeyes, dopo un utile per azione di 81 centesimi su ricavi di 2,3 miliardi, contro attese per 79 centesimi su 2,27 miliardi. Il titolo di Meta Platforms arretra, dopo aver registrato alla vigilia la diciassettesima seduta di fila in rialzo, la serie più longeva sul Nasdaq-100 dal 1985. Continua ad avanzare The Coca-Cola Company , all'indomani della trimestrale superiore alle attese.
Focus su Bpm dopo rilancio per Opa su Anima
Intanto, sull'azionario milanese, resta alta l'attenzione sulle banche, tra risiko e trimestrali. A Borsa ancora chiusa, Banco Bpm (-0,6%) ha annunciato un utile 2024 in salita del 52% a 1,9 mld, superando già i target 2026 e un dividendo pari a 1,5 mld (payout 80%). Annunciato anche il rilancio per l'Opa su Anima Holding (-1,1%) a 7 euro per azione, Banco Bpm ha ribadito che l'Ops Unicredit (-0,7%) contrasta con le prospettive del gruppo. Sprint di Nexi (+3,8%) che chiude in testa al listino milanese , con gli analisti che promuovono l’ipotesi di una salita di Cdp nel capitale, e la Popolare di Sondrio (+2,1%) dopo che il cda ha bocciato l'offerta di Bper (+0,4%). Ripiegano Mediobanca (-0,4%) e Mps (-1,3%). In coda energetici e utility, con A2A (-1,5%) ed Hera (-1,9%) in fondo al listino.
Banco Bpm: Castagna, penso UniCredit valuterà quanto spendere in più
Euro in recupero, petrolio in calo
Sul valutario l’euro recupera sul dollaro mentre i dazi sembrano fare meno paura e scambia a 1,035. Scivola l'oro dai massimi storici. In calo il prezzo del petrolio, con le scorte Usa in aumento e superiori alle attese. Inoltre l'Opec prevede un aumento della domanda di greggio nel 2025, in particolare per i trasporti. Continua a ritracciare il gas naturale ad Amsterdam, scivolando verso i 55 euro al Mwh.



