I titoli anti-inflazione

BTp Italia, nel 2022 cedole fino quasi al 10%. Sarà l’ultimo anno d’oro?

Il caro-vita alle stelle ha gonfiato anche le cedole del titolo indicizzato, che ora vincono il duello con i BTp tradizionali. Ora però l’inflazione potrebbe rallentare e intanto parte il nuovo collocamento del Tesoro

di Maximilian Cellino

Conviene il BTp Italia? Guida al titolo indicizzato all'inflazione

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Sfiorano addirittura il 10% lordo i flussi cedolari incassati in questo 2022 dai sottoscrittori del BTp Italia con scadenza maggio 2025. Il titolo, il 16esimo della serie che venne emesso due anni e mezzo fa in piena emergenza Covid, è forse l’esempio più eclatante di quanto sia divenuto remunerativo questo particolare strumento che il Tesoro volle lanciare dieci anni orsono con il preciso intento di rivolgersi al piccolo risparmiatore per garantirgli la copertura dal caro-vita.

È infatti del tutto evidente come sia stato il ritorno su livelli che non si vedevano da quasi quattro decenni dell’inflazione a cui è indicizzato a riportare l’attenzione sul BTp Italia dopo anni di cedole decisamente magre. Sempre a novembre, saranno altri quattro i prodotti simili a remunerare gli investitori garantendo una remunerazione semestrale su base lorda compresa fra il 3,71% e il 4,18 per cento.

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Il duello con i BTp tradizionali

Ancora più significativo è sotto questo aspetto il confronto con i più tradizionali titoli emessi dalla Repubblica italiana, i cui versamenti periodici sono invece fissi.

Chi in quel maggio 2020 avesse sottoscritto il BTp Italia in questione (ne furono collocati addirittura per un ammontare di oltre 22 miliardi di euro, e il 62% circa finì nelle tasche di privati) potrebbe secondo la simulazione effettuata da Skipper Informatica per Il Sole 24 Ore portare a casa alla data del rimborso fra due anni e mezzo una performance media annua del 7,7%, che vale quasi sette volte l’1,12% offerto nel medesimo periodo da un BTp nominale acquistato lo stesso giorno e con scadenza analoga.

Le attese per il futuro

Va detto che il confronto appena effettuato parte dall’ipotesi che il tasso di inflazione italiano si mantenga al livello attuale da qui alla maturazione del titolo, che nessuno ovviamente si augura e che non sembra essere neppure probabile a giudicare dalle previsioni degli economisti.

«I mercati si attendono una discesa dell’inflazione italiana indicata per il 2023 a circa il 4,5 per cento», avverte infatti Stefano Meo, specialista sui bond e marketing manager di Skipper Informatica, preannunciando di conseguenza per il futuro «flussi cedolari in diminuzione rispetto ai valori pagati dai titoli che staccano a novembre e più in generale per tutti i BTp Italia».

La convenienza relativa del titolo indicizzato rispetto al nominale nel conteggio finale sembra in ogni caso fuori discussione.

Tutto pronto per il nuovo BTp Italia

Il collocamento del nuovo BTp Italia che prenderà il via lunedì 14 novembre giunge in una fase in cui la volatilità sui mercati obbligazionari si mantiene particolarmente elevata e la direzione dei tassi resta tutt’altro che chiara.

Dopo la forte discesa di giovedì, che ha seguito il dato inferiore delle attese sui prezzi al consumo di ottobre negli Stati Uniti, sul finire di settimana i rendimenti sovrani hanno registrato un rimbalzo di assestamento pressoché ovunque.

Sulla scadenza decennale i BTp venivano indicati al 4,20%, per uno scarto nei confronti dei Bund tedeschi anche questo in lieve rialzo a 204 punti base. Si tratta in ogni caso di valori piuttosto distanti dai massimi di settembre e anche dai livelli di un mese fa.

L’asta «green» del Tesoro

Anche per questo il Tesoro ha potuto emettere in asta titoli per un ammontare complessivo pari a 8,75 miliardi con rendimenti a scadenza mediamente in calo rispetto alle operazioni più recenti.

Sul mercato sono infatti finiti il nuovo BTp a 7 anni a un tasso a scadenza del 3,84% che si colloca 41 centesimi più in basso rispetto a metà ottobre e BTp a 3 anni al 3,22% (-35 punti base nei confronti della precedente riapertura).

Da registrare anche un debutto assoluto per il secondario, quello del BTp Green scadenza 30 aprile 2035 che il Tesoro aveva emesso tramite sindacato a settembre e ha assegnato per 2 miliardi, con un rendimento lordo del 4,26% ottenendo richieste per 3,127 miliardi e un rapporto di copertura di 1,56. «Buona la prima» quindi, anche per i bond sostenibili targati Italia.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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