BTp Italia, al via la sfida sui mercati con la protezione anti inflazione
Il nuovo titolo è adatto a chi cerca riparo dalle oscillazioni dei prezzi. Il bonus fedeltà per chi sottoscrive in collocamento incide poco su base annua. Tasso finale con premio stimato al 4,075%
di Marzia Redaelli
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Parte lunedì 20 giugno il collocamento di un nuovo BTp Italia, offerto ai sottoscrittori privati per tre giorni, fino a mercoledì.
Il momento non è dei più favorevoli: venerdì scorso lo spread sul Bund si è ristretto, ma la volatilità sui mercati resta elevata, in particolare su quelli obbligazionari. Le quotazioni dei titoli di debito, infatti, hanno ballato vivacemente, sballottate tra i timori di recessione e la fine delle politiche monetarie espansive. Al nervosismo degli operatori non hanno giovato né la comunicazione vaga della Banca centrale europea su nuove iniziative per difendere dal rialzo dei tassi di interesse il debito dei Paesi fragili dell’area euro (tra i quali l’Italia), né il rialzo eccezionale del costo del denaro della Federal Reserve Usa (+o,75% in una volta). Il Tesoro punta, però, al successo presso i risparmiatori domestici, un segnale per la tenuta del debito pubblico italiano che ammonta a circa 2.700 miliardi ed è pari al 150% del Pil.
Proprio per la maggiore vulnerabilità, i titoli di Stato italiani offrono rendimenti più elevati rispetto alle altre emissioni europee. Il nuovo BTp Italia ha un tasso annuo minimo garantito dell’1,6%, al quale va aggiunta l’inflazione. Nel nostro Paese, i prezzi salgono al ritmo del 6,8%, come non succedeva da più di trent’anni e, infatti, i bond legati al carovita da gennaio hanno salvaguardato l’investitore, a differenza di quelli a tasso fisso.
Secondo le stime effettuate da Giacomo Alessi, analista indipendente, il rendimento a scadenza del nuovo BTp dovrebbe essere pari al 3,95% annuo, ipotizzando che l’inflazione cali fino al 2,35% nel 2030, quando il titolo verrà rimborsato. L’infografica a fianco illustra le sue caratteristiche e mette a confronto il rendimento con quello dei BTp Italia emessi in precedenza e con quello dei BTp tradizionali: il pallino che lo identifica segnala un ritorno maggiore rispetto ai titoli a tasso fisso di pari scadenza, nonostante l’inflazione si preveda in diminuzione dai picchi attuali.
«Se l’attuale ritmo inflattivo dovesse continuare nei prossimi anni - afferma Alessi - questo titolo offrirebbe una performance e una protezione eccelsa. Tuttavia, i fattori che hanno determinato il brutale rialzo dei prezzi (delle materie prime e della produzione su tutti) probabilmente non perdureranno per tutta la vita del bond. Dunque, è da valutare con attenzione l’alternativa di un titolo a tasso fisso, che al momento rende circa il 3,4% a parità di scadenza. Viceversa, in caso l’inflazione dovesse rallentare, difficilmente il titolo avrà lo stesso rendimento del tasso fisso, ma darà comunque una protezione in più all’investitore. Si addice, dunque, a chi ha timore del rialzo dei prezzi e dei tassi e preferisce rischiare una parte del rendimento a tasso fisso per avere protezione garantita».


