BTp, i rendimenti sono appetibili ma il 2023 si presenta ancora turbolento
Le banche centrali si mostrano più severe del previsto e i rendimenti ripartono al rialzo
di Marzia Redaelli
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Il rally di fine anno sui mercati non si è ancora visto e agli investitori è arrivato, invece, un dono poco gradito da parte delle banche centrali, che si sono mostrate meno compiacenti di quanto scontato.
Un atteggiamento corale
Le Autorità monetarie, infatti, hanno dichiarato in coro di essere determinate a combattere l’inflazione con una politica restrittiva. Persino la Banca del Giappone, che pareva non volesse abbandonare l’atteggiamento espansivo, in netta controtendenza mondiale.
Lo shock è stato forte soprattutto sui listini europei, più vulnerabili al rincaro dell’energia e a una crescita contenuta, nonostante l’ingente stimolo fiscale erogato dai Governi.
Vero è che, probabilmente, il carovita non scenderà velocemente dalla doppia cifra (in Italia è all’11,8%) e che, quindi, i prezzi delle obbligazioni potrebbero dover continuare a scendere per allineare i tassi a un livello più alto. Però è anche vero che una recessione potrebbe rendere di nuovo necessarie politiche monetarie meno severe. Almeno questo è quanto registrano i rendimenti dei bond (i titoli di debito), che tornano a scendere sulle durate lunghe rispetto alle medio-brevi.
La strategia
Il rimbalzo dei rendimenti dopo un periodo di calo (da quando, negli ultimi mesi, l’inflazione americana è scesa dai picchi) avalla il suggerimento dei gestori per il portafoglio 2023: gli esperti ritengono che in uno scenario economico e politico ancora incerto sia più facile investire in obbligazioni che selezionare le azioni giuste. Un bond può, infatti, assicurare un guadagno superiore al 4% per una scadenza decennale (così rendono BTp e Treasury) o superiore al 3% per una a due anni. A patto che il titolo sia conservato fino alla scadenza. In caso, invece, sia venduto prima, si incorre nella possibilità che un ribasso delle quotazioni vanifichi il risultato. Al mercato azionario, invece, mancherà il supporto della liquidità delle banche centrali e sarà più difficile individuare le società performanti.

