Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco
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BERLINO - Da cento a 220 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030: è il debito pubblico che la Germania potrebbe liberare con una riforma del vincolo costituzionale, secondo le elaborazioni della Bundesbank. La Banca centrale è a favore di un allentamento delle regole, lo ha già detto anche di recente. La nuova analisi cade proprio nel mezzo dei negoziati tra Cdu-Csu e Spd, i due partiti alla ricerca di un patto di coalizione, dopo il voto del 23 febbraio. E al centro delle discussioni ci sono appunto il freno al debito (Schuldenbremse) e i fondi speciali per finanziare la difesa e le infrastrutture.
La Schuldenbremse limita l’indebitamento strutturale annuo del Governo federale allo 0,35% del Pil (12-13 miliardi di euro). Per i Länder i vincoli sono ancora più rigidi (non possono fare nuovo debito). Riformare la regola significa cambiare la Costituzione: serve la maggioranza dei due terzi e nel nuovo Bundestag, che si insedierà il 25 marzo, non ci saranno i numeri se non coinvolgendo Alternative für Deutschland o Die Linke. Afd è schierata sulla difesa del freno e comunque i socialdemocratici della Spd non accetterebbero di sommare i loro voti a quelli dell’ultradestra. Die Linke è contraria al vincolo, ma è altrettanto contraria alla spesa per le armi.
La Bundesbank propone di alzare il tetto dallo 0,35% fino all’1,4% del Pil, se il debito pubblico è inferiore al 60% del Pil, con 0,9 punti percentuali destinati agli investimenti. La capacità di indebitamento aumenterebbe di circa 220 miliardi di euro cumulati, tra il 2026 e il 2030, rispetto allo scenario a regole invariate.
Se invece il debito pubblico supera il 60% del Pil, ci sarebbe spazio per una riforma più contenuta, con indebitamento allo 0,9%. In questo caso, si “libererebbero” quasi 100 miliardi di euro in più fino al 2030.
Il debito pubblico tedesco è già sotto il 63% del Pil e sta scendendo, anche la stagnazione potrebbe frenare il percorso.