Odg a Montecitorio

Deputato di Fratelli d’Italia chiede dress code più formale a Montecitorio: niente magliette e sneakers

L’odg del parlamentare meloniano Salvatore Caiata invita a introdurre disposizioni per un abbigliamento consono al decoro dell’istituzione

Presidente Potenza Calcio Caiata (ex M5s) passa con Meloni

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Tante, troppe magliette e scarpe da ginnastica a Montecitorio. Nessun obbligo di indossare cravatta e camicia. Abbigliamento poco consono a un luogo che «ha la sua sacralità», dice il deputato meloniano Salvatore Caiata, ex deputato del M5S passato a Fdi, presidente della delegazione InCe (Iniziativa centro europea), che ha provato a riscrivere il dress code istituzionale di Montecitorio. Raggiunto telefonicamente, Caiata ricorda che i parlamentari «rappresentano anche il made in Italy del Paese ed è quindi opportuno vestire in modo consono per essere ambasciatori del made in Italy in Italia e nel mondo».

Niente scarpe da ginnastica nel palazzo

Obiettivo del suo ordine del giorno è ottenere un «assetto normativo» che preveda sia «il rispetto del decoro formale, tramite il divieto indistinto per chiunque - parlamentare, collaboratore, dipendente o visitatore - di indossare scarpe da ginnastica nelle sedi della Camera», sia con «l’obbligo per i deputati, collaboratori, dipendenti e visitatore di sesso maschile di indossare sempre la cravatta». Attualmente, a differenza del Senato, alla Camera non c’è obbligo di indossare la cravatta, per esempio.

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L’Odg sarà votato il 2 agosto

L’ordine del giorno, allegato al bilancio interno, ricorda come «l’istituzione è essa stessa il risultato di una tradizione secolare, portatrice di una sacralità che trova fondamento nel primo statuto Albertino, poi nella nostra Costituzione, che ne sancisce il principio base di ogni istituzione democratica, secondo cui forma e sostanza sono strettamente collegate, e, laddove una di esse viene meno, perisce la sua credibilità e fondamento».

La seconda versione ammorbidita dell’odg

Due le versioni del testo dell’ordine del giorno. Nella prima si chiedeva il rispetto del decoro formale, tramite il divieto indistinto per deputati e deputate dell'utilizzo di scarpe da tennis, l’obbligo per i deputati di indossare sempre la cravatta e l'individuazione sanzioni legate al mancato rispetto delle nuove disposizioni, da destinarsi al bilancio della Camera. Nel testo riformulato scompaiono invece gli espliciti riferimenti a cravatta e sneaker. Resta però l’invito a «valutare l’opportunità» di varare regole per un abbigliamento «consono alle esigenze di rispetto della dignità e del decoro dell’istituzione». Si lascia quindi un ampio margine alla scelta dei deputati.

Le attuali regole nei palazzi

In realtà attualmente un minimo dress code a Montecitorio esiste già: per entrare nel palazzo gli uomini devono indossare la giacca «senza eccezione alcuna», mentre al Senato - dove si richiede un abbigliamento decoroso e sobrio, nel rispetto dell'Istituzione - è necessaria anche la cravatta. Una curiosità: agli uomini che siedono nelle tribune per assistere a una seduta alla Camera è « richiesto di indossare giacca e cravatta». E, ancora, niente copricapo: il pubblico che siede nelle tribune «deve stare a capo scoperto e in silenzio». Al Quirinale uomini in giacca e cravatta e per la visita al giardino del Colle è richiesto «un abbigliamento idoneo, calzare scarpe chiuse adatte a un'escursione su sentieri a fondo naturale e indossare indumenti adeguati; in mancanza, può essere preclusa la partecipazione alla visita».

La minigonna della parlamentare greca

La richiesta di un dress code più formale nei palazzo istituzionali è una vicenda antica, anche nei parlamenti d’Europa. Per esempio nel 2013 il vicepresidente del Parlamento greco, George Kalantzis, chiese alle deputate di vestirsi in maniera appropriata all'interno del palazzo. «Vorrei chiedere a tutti - aveva detto Kalantzis - di prestare più attenzione a come ci si veste in estate». Il monito dopo che Rachel Makri, parlamentare all’epoca 40enne, si era seduta sugli scranni parlamentari con una maglietta a maniche corte e una minigonna verde. Al Consiglio degli Stati svizzero, conformemente al Regolamento del Consiglio degli Stati «le persone presenti in aula vestono in modo decoroso». Secondo l'interpretazione dell'Ufficio della Camera, «nella pratica significa almeno camicia, giacca, cravatta o papillon per gli uomini e per le donne un abbigliamento adeguato al carattere ufficiale del luogo».

Benvenuti a Montecitorio beach

In Italia, nel 2019, un esponente di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, aveva criticato l’abbigliamento di alcune colleghe che d’estate avevano, a suo parere, un abbigliamento non consono ai luoghi. E pubblicando su Facebook le foto delle colleghe con un look, a suo dire, inadatto, aveva scritto nel post: “Benvenuti a Montecitorio beach”, attaccando i look di alcune parlamentari.

Le nuove previsioni dell’ordine del giorno

Ora il secondo odg, che invita a «introdurre specifiche disposizioni volte a prevedere che l’abbigliamento dei deputati, dei dipendenti e di tutti gli altri frequentatori delle sedi della Camera sia consono alle esigenze di rispetto della dignità e del decoro dell’Istituzione», è già stato promosso a maggioranza dal collegio dei questori di Montecitorio. E sarà votato il 2 agosto in aula, insieme al bilancio interno.

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