Caltanissetta ultima in classifica tra spopolamento ed emergenza infrastrutture
La provincia siciliana soffre decenni d’isolamento e criminalità. I segnali di rilancio tra agricoltura di qualità, polo di Gela e infrastrutture
di Nino Amadore
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Bloccata. È la triste parola chiave di Caltanissetta, provincia una e trina nel cuore di una Sicilia che vorrebbe ripartire, ma non può o non vuole. C’è Gela, c’è Caltanissetta e l’area cosiddetta del Vallone: ognuna di queste aree ha una sua peculiarità. In tutti e tre i casi sembra di essere nel pieno di una farsa tragica che si può narrare con pochi e semplici numeri: tra il 2015 e il 2019, dice l’Istat, i 23 comuni della provincia hanno perso in totale 11mila abitanti.
Per approfondire:
● Tutte le classifiche: dall’ultima edizione alla prima nel 1990;
●FOCUS: L’andamento di Caltanissetta dal 1990 al 2019
Un intero paese sparito dalla circolazione in una provincia che si dibatte agli ultimi posti di tutte le classifiche disponibili. Ecco cosa resta di una città che Leonardo Sciascia definiva la Piccola Atene e di una provincia segnata per sempre dalla mafia che si è fatta politica e da una criminalità organizzata violenta come la Stidda.
Segnali di rinascita e fondi fermi
Nel vuoto lasciato da chi è partito e nel vuoto delle iniziative di rinascita, i segni di speranza arrivano dall’agricoltura di qualità e, inutile nasconderlo, dal polo industriale di Gela che punta a ripartire con l’inaugurazione della Raffineria green dell’Eni e con tutto ciò che ruota attorno all’energia: il via libera a investimenti da 800 milioni per lo sfruttamento dei giacimenti di gas Argo e Cassiopea da parte della società energetica sono stati accolti positivamente dal territorio.
Proprio nell’ambito di quella che è stata definita “vertenza Gela” ma che riguarda l’intera provincia, la Cgil di Caltanissetta ha fatto il conto dei fondi bloccati, un rosario di cifre da far arrossire qualsiasi amministratore pubblico: ci sono 34 milioni del Patto per il Sud, 150 per il porto di Gela che resta insabbiato, 5 per il Museo del mare sempre a Gela, 183 per la rete ferroviaria Siracusa-Ragusa-Gela ,25 per le aree industriali dismesse, 48 per l’autostrada Siracusa-Gela, un milione per le aree archeologiche e 3 per il Museo archeologico. In totale quasi 450 milioni.

