La figlia del clan racconta la ’ndrangheta a caccia della libertà
di Raffaella Calandra
di Francesca Cerati
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I ricercatori dell’Istituto Humanitas di Milano hanno identificato un ceppo di batteri del microbiota in grado di produrre molecole che “smascherano le cellule tumorali”, rendendole più riconoscibili per il sistema immunitario e aumentando così l'efficacia dell'immunoterapia.
I risultati dello studio, guidato da Maria Rescigno, responsabile del Laboratorio di Immunologia delle Mucose e Microbiota dell’Istituto Clinico Humanitas e prorettrice alla Ricerca di Humanitas University, sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Cell.
Sebbene l’immunoterapia renda i linfociti T più aggressivi contro il tumore, il loro effetto può essere ridotto o addirittura annullato se le cellule del tumore riescono a nascondersi, per esempio eliminando dalla propria superficie i recettori che le identificano.
«Il Lactobacillus paracasei, uno dei ceppi batterici del microbiota intestinale – spiega Rescigno – si è dimostrato capace di indurre le cellule tumorali a mostrare i propri recettori e tornare così “visibili” al sistema immunitario. Il meccanismo è mediato da alcuni postbiotici, sostanze prodotte dal metabolismo dei batteri».
I ricercatori hanno dimostrato, in alcuni modelli sperimentali di tumore del colon-retto e del seno, che se questi postbiotici sono somministrati insieme ai farmaci immunoterapici, sono in grado di potenziarne l'efficacia. I risultati della ricerca, anche se per ora limitati a un contesto preclinico, aprono la strada a nuovi approcci terapeutici basati sulla combinazione tra farmaci immunoterapici già approvati in clinica e postbiotici. Lo studio è stato possibile anche grazie al sostegno di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e di Alan Ghitis Association.