Cantinium assicura la corretta conservazione del vino con blockchain e Nft
Le bottiglie sono costantemente monitorate grazie a dispositivi IoT che ne garantiscono il rispetto di parametri ambientali certificati di temperatura, umidità e luminosità
di Gianni Rusconi
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Tecnicamente è una start up innovativa nata nel 2021 come società benefit e la sua presenza nel mondo del vino è strettamente legata all’uso del digitale per garantire l’affinamento a regola d’arte delle bottiglie in cantina e il tracciamento delle stesse tramite tag basati su sistemi di connettività senza fili Nfc (Near Field Communications).
Il valore aggiunto che fa di Cantinium un markeplace sui generis in Italia è però un altro ed è l’utilizzo di Nft (non fungible token) per memorizzare sulla blockchain della piattaforma Polygon tutte le informazioni relative a ogni singola bottiglia, assicurando quindi la massima trasparenza del suo intero ciclo di vita e creando i presupposti affinché consumata al massimo del suo potenziale.
A dare vita al progetto sono stati tre giovani imprenditori (Giuseppe Scampa, già Head of Performance del centro media internazionale Dentsu, Emanuel Scampa e Mirko Marino) con la consulenza di un esperto di enologia di fama mondiale (Christian Roger, già ambasciatore dello champagne Krug e fondatore del primo fondo di investimento sul vino), e da subito il focus è andato sui grandi vini italiani, selezionati da una stretta cerchia di produttori in base a criteri di qualità, rarità e potenziale di invecchiamento.
Una volta portate fisicamente in cantina (ubicata in Lombardia), le bottiglie sono costantemente monitorate grazie a vari dispositivi IoT che ne garantiscono la perfetta conservazione rispetto a parametri ambientali certificati per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la luminosità. Ad ogni bottiglia viene quindi associato un Nft visibile sul sito di Cantinium a beneficio del cliente finale, che ha la possibilità di decidere quando ricevere direttamente a casa l’etichetta acquistata attraverso il markeplace.
L’idea della start up, come spiegano i suoi fondatori, è quella di operare sul mercato come un attore in grado risolvere problematiche note come la tracciabilità dei prodotti acquistati online (e la contraffazione dei vini di prestigio e il ricorso ai “non fungible token” va per l’appunto nella direzione di rendere unico ed inalterabile (grazie alla blockchain) il certificato digitale di garanzia prodotto per la specifica bottiglia di vino (a sua volta rivendibile a terzi) e da utilizzare per riscattare la bottiglia stessa.

