Il caso Report

Santanchè: mai ricevuto avvisi di garanzia. Calenda chiede il passo indietro

L’informativa della ministra del Turismo al Senato. Il Movimento 5 Stelle presenta una mozione di sfiducia che sarà sostenuta dal Pd

Santanché: "Risponderò su tutto, maggioranza compatta"

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Daniela Santanchè, ministra del Turismo del governo Meloni , ha cercato ieri al Senato di respingere, in un’informativa in aula durata 40 minuti, le accuse sulla conduzione dei suoi affari, avanzate dalla trasmissione Report ormai due settimana fa. Visibilia, il gruppo che Santanchè ha fondato e di cui è rimasta come socia di maggioranza e amministratrice fino all’anno scorso, è al centro di una indagine della Procura di Milano per bancarotta e falso in bilancio. La ministra ha detto di nion aver mai ricevuto un avviso di garanzia ma poco dopo la conclusione della seduta di Palazzo Madama arriva la conferma dalla Procura di Milano: su Santanchè è aperta un’indagine per bancarotta e falso in bilancio per le società Visibilia e la sua iscrizione nel registro degli indagati non è più segretata.

«Ho fatto ricorso alle leggi vigenti»

Nell’intervento in aula l’imprenditrice ha chiarito di aver fatto ricorso «a strumenti messi a disposizione di tutte le imprese dalle leggi ancora vigenti. Il mio progetto di ristrutturazione è molto più virtuoso di quello di altre aziende nelle stesse condizioni. Essere un imprenditore e anche un politico non significa che gli sia proibito fare ricorso alle leggi vigenti, non ho avuto favoritismi ma nemmeno ci deve essere un’indebita penalizzazione ad personam».

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«Mio patrimonio per risanare società, aspettavo plauso»

«Per questa complessa operazione di risanamento» (delle 4 società Visibilia. ndr) - ha ricordato Santanchè - ho messo a disposizione il mio patrimonio, per tutto ciò mi sarei quasi aspettata un plauso e sfido chiuqnue a indicarmi un numero cospicuo di persone che impegnano tutto il patrimonio per salvare le aziende».

«Chi mi accusa non piccolo risparmiatore ma finanziere»

«Voglio chiarire subito - ha detto Santanchè - che la persona cui attingono i miei detrattori come grande accusatore a differenza di quanto riferito in televisione e su altri mezzi non è un piccolo ripsarmiatore ma secondo le notizie che lui stesso ha divulgato è una sorta di finanziere che si è trasferito prima a Londra poi in Svizzera e a Montecarlo e ora risiede alle Bahamas».

«Ho subito dato disponibilità a riferire»

«A fronte della richiesta di alcuni gruppi di opposizione - ha continuato -ho subito dato disponibilità a riferire in Senato. Ho preferito non far pesare al Governo di cui faccio parte le conseguenze di una campagna di odio nei miei confronti. Affermo sul mio onore che non sono stata raggiunta da alcun avviso di garanzia e che anzi per escluderlo ho chiesto ai miei avvocati di verificare che non ci fossero dubbi. Non ci sono annotazioni per carichi pendenti», ha affermato, mettendo in evidenza la «strumentalizzazione politica che da settimane si sta facendo contro di me. Sono qui perché ho un rispetto estremo per il parlamento, e per i cittadini che qui rappresentiamo». «Sono qui per difendere il mio onore e quello di mio figlio», ha continuato.

«Mai appropriata di nulla né abusato posizione aziende»

«Non mi sono mai appropriata di nulla che non mi appartiene - ha chiarito -, non ho mai abusato delle mie posizioni apicali delle aziende, sfido chiunque a dimostrare il contrario».

«Pratiche sporche e schifose, aspetto segno da tutti»

Dalla stampa, ha ricordato la ministra, arrivano «pratiche sporche e schifose». Ha poi aggiunto che «se non fosse per il rispetto che porto per quest’aula dopo l’uscita proditoria del Domani chiuderei qua il mio intervento ma, aspettando un segno concreto da parte di tutti i colleghi provo a riprendere il filo del mio intervento».

«Sono fiera del mio lavoro di imprenditrice»

La ministra ha poi ricostruito le tappe del suo percorso professionale. «Faccio impresa da quando ho 25 anni - ha affermato -, sono partita da Cuneo con la forza del lavoro contando solo su me stessa, ho raccolta importanti successi imprenditoriali, sono fiera di aver dato lavoro a tante persone. Ho investito nella pubblicità nell’intrattenimento e poi nell’editoria. Ho potuto scrivere pagine di sucesso».

«Compensi milionari? Da Ki Group 27mila euro»

Scendendo nel dettaglio della vicenda di cui ha trattato Report, su presunte irregolarità delle aziende Visibilia e Ki Group, Santanché ha ricordato che «a fronte delle notizie di compensi stratosferici da Ki Group, nel triennio 19-20-21 ho incassato una media di 9mila euro l’anno, 27mila lordi in totale». «I lavoratori dipendenti verranno soddisfatti in tutti i diritti di credito, come previsto dal concordato», ha aggiunto.

«Non ho nessuna multa da pagare»

La ministra ha poi concluso l’intervento in aula. «Cosa resta alla fine: note di colore sul mio abbigliamento, per le case, per le mie amicizie, per i nomignoli che mi sono stati dati. Mi hanno anche accusato erroneamente di aver preso delle multe in sosta vietata quando le multe erano dell’arma dei carabinieri a cui avevo dato in comodato una mia auto per rinunciare ad una di scorta. Io no ho nessuna multa da pagare».

Conte: Depositata al Senato mozione di sfiducia per Santanchè

Patuanelli, depositata mozione di sfiducia M5s a Santanché

«Abbiamo da pochi minuti presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti». Lo ha detto il capogruppo del Movimento cinque stelle al Senato Stefano Patuanelli al termine del suo intervento in Aula dopo l’informativa della ministra. In Aula è scattato il coro del gruppo pentastellato: «Dimissioni, dimissioni».

Schlein si dimetta, votiamo mozione sfiducia

«Alla ministra Santanchè non resta che dimettersi». Lo ha affermato Elly Schlein, segretaria del Pd, parlando a margine di un dibattito alla Festa dell’Unità di Fiesole (Firenze), e spiegando che il Pd «certamente» voterà la mozione del M5s sul caso. «Vogliamo già sapere da Giorgia Meloni - ha aggiunto -, qualora non si dimettesse, che cosa intende fare, se si assume la responsabilità di mantenere al governo e nel suo incarico una ministra la cui posizione imbarazza il Governo, e in questo modo tutto il paese».

Misiani (Pd), risposte chiare non ne abbiamo avute, Santanchè rassegni dimissioni

«Per noi vale sempre la presunzione di innocenza, ma risposte chiare non ne abbiamo avute oggi dalla Ministra e a questo punto le chiederemo ai ministri competenti. Le chiederemo al ministro Calderone dei lavoratori licenziati e rimasti senza stipendio e Tfr. Le chiederemo al ministro Urso delle ditte non pagate e messe in difficoltà e chiederemo al ministro Giorgetti che fine hanno fatto i due mln 700mila euro di un prestito Invitalia che non è stato restituito. Perché è quanto emerge dagli organi di informazione». Così Antonio Misiani, senatore del Partito democratico durante la discussione sull’informativa.

Calenda: "Santanchè valuti di fare un passo indietro"

Borghi: non chiediamo dimissioni, valutazione a lei

«Vogliamo emanciparci» da un passato in cui sono state chieste dimissioni anche senza avvisi di garanzia. Lo ha detto Enrico Borghi di Italia Viva parlando in Aula al Senato e citando una serie di casi, da Josefa Idem a Ignazio Marino. «Non ci iscriviamo - ha aggiunto - a una logica faziosa, cogliamo il dato politico» e «non chiediamo a voi le dimissioni come voi le avete chieste ma diciamo che ogni valutazione è nelle sue mani e nelle mani del presidente del consiglio che si assume la responsabilità e se c’è dell’altro tragga le sue valutazioni la valutazione è tutta nelle sue mani».

Azione, «no a mozioni sfiducia, Santanchè valuti passo indietro»

«Il Ministro Santanchè non ha risposto nel merito esaustivamente. Le domande sul pagamento del Tfr, l’uso della cassa integrazione, benefit ed emolumenti, gestione dei fornitori, debiti fiscali sono rimaste senza risposta o con risposte parziali e omissive. Essere garantisti non vuol dire sostenere che ogni comportamento non sanzionato da una condanna definitiva è appropriato per un membro di Governo. Così funziona in tutti i Paesi civili del mondo». Così una nota di Azione. «Riteniamo che sarebbe giusto per il Ministro valutare l’opportunità di fare un passo indietro. Non firmeremo inutili mozioni di sfiducia. Saranno la Presidente del Consiglio e il Ministro ad assumersi la responsabilità delle scelte che faranno», ha concluso il partito di Carlo Calenda.

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