Emmanuel Macron nomina Gabriel Attal, il più giovane primo ministro della quinta Repubblica
Attal è il più giovane primo ministro della quinta Repubblica, e il primo omosessuale dichiarato. Ha 34 anni ma ha già una buona esperienza politica, avendo ricoperto incarichi dal 2017
di Riccardo Sorrentino
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Emmanuel Macron ha scelto. Il nuovo primo ministro è Gabriel Attal , a lui legato fin dal 2017, dopo una breve esperienza a livello locale nel Partito socialista. Sarà lui il volto del nuovo governo, che dovrà non soltanto affrontare difficili elezioni, nelle quali la coalizione del presidente, Ensemble, potrebbe finire al terzo posto (dopo la sinistra, e poi Le Pen), ma anche gli ultimi tre anni di un quinquennato che appare già stanco.
Il metodo Macron
È stata una classica scelta “à la Macron”: Attal è un personaggio relativamente minore, come Edouard Philippe, Jean Castex ed Elisabeth Borne , che lo ha immediatamente preceduto. Sei mesi fa è stato nominato ministro dell’Educazione nazionale, al posto di Pap Ndiaye, il primo ministro francese di origine subsahariana (senegalese): in questa carica si è fatto notare per il divieto dell’abaya, il lungo vestito usato dalle musulmane, a scuola; per una politica contro il bullismo, e una serie di riforme dei curricula. In precedenza aveva svolto le funzioni di Ministro di Stato, in sostanza sottosegretario, per i Conti pubblici, affiancando il ministro dell’Economia Bruno Le Maire e prima ancora segretario di Stato per la Gioventù. È stato anche portavoce della maggioranza e del governo.
Il più giovane, il primo gay dichiarato
Attal ha due “primati”: è il più giovane primo ministro della quinta repubblica, e il primo omosessuale dichiarato. Dopo aver avuto una relazione con la cantante Joyce Jonathan, ha stretto un “Patto civile di solidarietà” - in sostanza si è sposato - con il deputato europeo Stéphan Séjourné, ex consulente di Macron al ministero dell’Economia, oggi segretario del partito presidenziale Renaissance e presidente del gruppo parlamentare europeo Renew.
Attal viene da una famiglia pluriculturale: il padre Yves, avvocato, giornalista, poi attivo nel settore cinematografico (ha coprodotto Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci), era di origini ebree alsaziane ed ebree tunisine, ed è imparentato con gli azionisti del Group Galeries Lafayette; la madre, che anche lei ha lavorato nel settore cinematografico, discende da una famiglia di russi bianchi di Odessa di origine greca e di religione ortodossa.
Uno sguardo a sinistra
Politicamente ha iniziato nel Partito socialista con la Seconda sinistra, fondata da Michel Rocard contro la sinistra marxista e quella, a volte coincidente, vicina al giacobinismo francese erede della grande Rivoluzione. La sua nomina è quindi anche un tentativo di trattenere la sinistra del partito presidenziale, Renaissance, delusa dall’approvazione di una legge sull’immigrazione che, in realtà, non è piaciuta né alla Borne né allo stesso Macron - fatto che ha fatto definitivamente tramontare la stella del ministro degli Interni Gérald Darmanin - e che, soprattutto, ha permesso ai Lepenisti del Rassemblement National di votare il provvedimento e di rivendicare una “vittoria culturale”.

