Chip, partnership fra giganti. Arm nel mirino di Samsung
Incontro in vista con SoftBank per definire la strategia di collaborazione. La società britannica punta al rilancio dopo lo stop della vendita a Nvidia
di Biagio Simonetta
ai preferiti su Google
2' min read
I punti chiave
2' min read
L’operazione potrebbe essere di quelle destinate a rompere gli equilibri. Il capo di Samsung, Lee Jae-yong, e l’amministratore delegato di SoftBank Group, Masayoshi Son, si incontreranno a Seoul il mese prossimo. Tema dell’incontro, discutere di una potenziale partnership fra il colosso coreano e il designer britannico di chip Arm (di proprietà proprio di SoftBank), in quella che potrebbe diventare una potente unione tra due dei giganti mondiali dei semiconduttori, o addirittura sfociare in un’acquisizione.
La notizia è stata resa nota dallo stesso Ceo della holding giapponese, che ha annunciato la visita in Corea del Sud per incontrare i vertici di Samsung Electronics: «Non vedo l’ora di visitare la Corea. Vorrei parlare con Samsung di un’alleanza strategica con Arm», ha detto Son. Ma è proprio l’ampiezza della definizione «alleanza strategica» ad aver acceso ulteriormente i riflettori su questa storia. Perché Arm, nel recente passato, è già stata vicina a una storica cessione (da SoftBank a Nvidia), saltata per questioni burocratiche. E questo contatto con Samsung potrebbe essere un nuovo tentativo.
Certo, allo stato attuale non è possibile affermare con certezza se la partnership si trasformerà in un’acquisizione, in una vendita parziale o in un più semplice accordo di collaborazione nella progettazione e produzione dei chip. Ma in ognuno di questi casi, quello che si configurerebbe è un legame fra la più grande azienda di semiconduttori al mondo per fatturato, cioè Samsung, e uno dei più importanti player di progettazione di chip al mondo, cioè Arm. Un abbinamento che da un lato aumenterebbe gli sforzi di Samsung per espandersi oltre i chip di memoria, aumentando le capacità in aree come la progettazione di chip logici in cui Arm eccelle. Allo stesso tempo, SoftBank ridarebbe slancio proprio ad Arm.
L’accordo saltato con Nvidia
L’azienda britannica è finita nelle mani di SoftBank nel 2016, per 32 miliardi di dollari, ma col tempo non si è rivelata una buona cash cow. E a settembre 2020, il gruppo giapponese aveva trovato un accordo per la cessione a Nvidia, per una cifra pari a circa 40 miliardi di dollari. La trattativa, però, è fallita dopo che sia la Federal Trade Commission che le autorità di regolamentazione britanniche hanno posto dei veti. Da allora SoftBank sta cercando una soluzione per Arm, vagliando anche l’ipotesi di una Ipo, per ora bloccata dai venti di crisi che soffiano sui mercati. La holding giapponese ha però bisogno di monetizzare, anche in virtù di un secondo trimestre molto difficile, con perdite per 23 miliardi di dollari. E un accordo con Samsung è comunque un ottimo punto di partenza.
Il ruolo di Arm
Arm occupa un posto vitale nell’ecosistema globale dei semiconduttori. Aziende come Apple e Qualcomm si affidano alle sue architetture di progettazione per i chip che pulsano dentro PC, smartphone e server di dati di tutto il mondo. Una partnership con Samsung potrebbe aiutare a stabilizzare entrambe le aziende, in un momento molto turbolento e forse indecifrabile per l’industria globale dei semiconduttori, dopo il boom scatenato dalla pandemia. Le vendite globali di chip dovrebbero crescere del 13,9% a 633 miliardi di dollari quest’anno, secondo una recente previsione del gruppo commerciale World Semiconductor Trade Statistics. In precedenza la stima era del 16,3%. Segno di una ritirata che sa di indizio.

