Clima, con la rottura del vortice polare in leggero anticipo l’arrivo della primavera
Per il climatologo dell’Enea è presto fare «facili collegamenti», ma alla luce delle alte temperature registrate nel 2023 e nel 2024, ma «qualche domanda in più ce la possiamo fare». Gli esperti: indagare il cambiamento climatico
di di Davide Madeddu
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La primavera arriverà con qualche giorno di anticipo rispetto al tempo canonico. E benché, non ci siano collegamenti con il cambiamento climatico, gli esperti qualche domanda cominciano a porsela. A certificare che il tempo inizia a cambiare, come annunciato dall’agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani Noaa, è la rottura del vortice polare, ossia l’area di bassa pressione che staziona solitamente sull’artico e le cui evoluzioni possono avere un effetto sulle condizioni meteo dell’Europa e del nord America con freddo a latitudini più basse.
Come una trottola che ruota su se stessa
«In generale quando questo vortice polare tende a indebolirsi è perché la differenza di temperatura tra la fascia tropicale e i poli comincia a diminuire - spiega Gianmaria Sannino, climatologo dell’Enea -. È come se fosse una trottola, più va veloce, più resta dritta. Man mano che rallenta si creano anse, e più rallenta e più si estendono».
Il tempo sta cambiando
Il risultato è che durante il periodo di cambio di stagione possono esserci periodi particolarmente freddi perché «dove non si ha la discesa di aria di fredda si ha una risalita di aria calda» e a seconda di dove ci si trova ci si potrà imbattere in un attacco di aria fredda di origine polare o risalita di aria calda di origine sub tropicale che verso le alte latitudini. «Questo fatto indica che sta cambiando la temperatura dell’emisfero nord». Quanto ai tempi e alla eventuale precocità del cambiamento, il climatologo non ha dubbi. «Probabilmente è avvenuto mediamente qualche settimana prima rispetto a quello tradizionale del cambio di stagione».
Coincidenze e cambiamento climatico
Quindi il quesito sulle cause o un eventuale collegamento con il cambiamento climatico. «Prima di dire che questo fatto è legato al cambiamento climatico bisogna studiare parecchio il fenomeno per poi stabilire un collegamento - argomenta -. E’ ovvio però, che in un pianeta in cui il cambiamento sta correndo come non mai, con gennaio mite e febbraio tra i più caldi mai visti, e il fatto che anche la primavera viene annunciata dalla rottura del vortice polare con qualche settimana di anticipo, c’è da pensare». Elementi da approfondire e studiare, prima di fare «facili collegamenti». In ogni caso, alla luce delle alte temperature registrate nel 2023 e nel 2024, l’esperto sottolinea che «qualche domanda in più ce la possiamo fare».

