Co-working e training: la dimensione sociale dell’ufficio è irrinunciabile
Il benessere mentale e fisico dei dipendenti è sempre più centrale per le aziende dopo un evento traumatico come la pandemia
di Gianni Rusconi
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Il lavoro ibrido, parte in presenza e parte in remoto, è una dette tante facce della “nuova normalità” post pandemica figurata dagli esperti. Sulla tematica vi sono pareri discordanti circa i reali livelli di efficacia di questa modalità per svolgere la propria professione ma su un concetto sono tutti (o quasi) più o meno d'accordo: lo smart working ha imposto un ripensamento radicale dei modelli organizzativi fino a ora normalmente (e per lo più acriticamente) utilizzati.
Una recente indagine di Citrix commissionata all’istituto di ricerche OnePoll e condotta su un campione di 500 lavoratori della conoscenza italiani ha confermato ancora una volta come nel prossimo futuro sarà prevalente un sistema ibrido. Più nello specifico, il 32% degli intervistati auspica una suddivisione che alterni in modo paritetico attività da remoto e attività in ufficio, l’8% dichiara che preferirebbe lavorare esclusivamente da casa (o comunque non alla postazione aziendale), il 9% vorrebbe andare in ufficio solo quando necessario e il 5% vota per una completa flessibilità.
Sommando queste percentuali arriviamo a un 54% di professionisti a favore di un modello ibrido, mentre arriva al 43% la percentuale di soggetti che indicano nella possibilità di interagire con i colleghi il principale motivo per tornare in presenza. La dimensione sociale del “new normal” applicato al mondo del lavoro è sicuramente uno dei passaggi chiave della trasformazione organizzativa “imposta” dall’emergenza sanitaria a molte aziende.
Il 55% del campione oggetto di indagine afferma, in proposito, che le riunioni di team dovrebbero essere fatte in azienda e una pressoché identica percentuale (il 53%) si esprime allo stesso modo relativamente ai meeting di business e per le attività di training.
L'importanza della componente fisica nelle relazioni interaziendali si evince quindi da altri due indicatori: il 72% degli addetti intervistati ritiene indispensabile che l'inserimento dei nuovi colleghi avvenga in ufficio mentre il 50% preferirebbe incontrare dal vivo le figure delle risorse umane. L’ufficio come luogo fisico è quindi destinato a lunga vita ancora, anche se sarà (necessariamente) oggetto di evoluzione all’insegna della flessibilità.

