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Coldiretti-Censis: le guerre cambiano il menu di 1 italiano su 3. Torna in tavola la «cucina povera»

La tendenza evidenziata dall’indagine Coldiretti/Censis su “La guerra in tavola” diffusa in occasione dell’apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione

di E.Sg.

Secondo Coldiretti Censis grande ritorno dei cosiddetti piatti poveri nella dieta degli italiani

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Cambia il menu di oltre un italiano su tre, con il 35% delle famiglie che affronta la spesa quotidiana adottando strategie che vanno dal pasto portato da casa in ufficio al taglio degli sprechi fino alla preferenza accordata ai prodotti italiani.

Sono le tendenze che mette in luce l’indagine Coldiretti/Censis su “La guerra in tavola” diffusa in occasione dell’apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House - Ambrosetti a Villa Miani a Roma.

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«Anni di guerre e pandemia hanno causato incertezza e disagio ma hanno anche avuto l’effetto positivo di spingere gli italiani ad adottare comportamenti più virtuosi. E chi si trova in situazioni di difficoltà – rilevano Coldiretti/Censis – preferisce fare una spesa il più possibile tricolore, con quasi 9 italiani su 10 (87,3%) che acquistano prodotti che garantiscono l’italianità».

Se in testa alla classifica delle strategie salva carrello c’è il ricorso a sconti e promozioni, al secondo posto si piazza il taglio degli sprechi, anche con la cucina degli avanzi. La difesa delle tasche passa anche da una maggiore attenzione alle cose da mettere nel carrello. Secondo Coldiretti/Censis il 76,9% degli italiani prepara regolarmente una lista della spesa con relativa programmazione di cosa comperare che aiuta a tenere sotto controllo gli acquisti d’impulso ed a gestire con più oculatezza i budget familiari. Una pratica che accomuna tanto i redditi alti (72,2%) quanto quelli bassi (74%). E con acquisti più responsabili cresce anche il fenomeno dei farmer’s market.

In occasione del Forum i cuochi contadini della Coldiretti hanno preparato una serie di ricette povere della tradizione, dalla pappa al pomodoro ai canederli, dalla minestra di pane all’acquacotta fino alla torta di pane, ma anche i piatti del giorno dopo come la frittata di pasta o le polpette, che consentono di riciclare il cibo altrimenti destinato alla pattumiera.

«È un modo di cucinare – continuano Coldiretti/Censis - che fa parte di una tradizione orale trasmessa di generazione in generazione all’interno delle famiglie e che ha beneficiato di una vera e propria rivitalizzazione, grazie al rinnovato interesse per la cucina degli ultimi anni, divenendo dei veri e propri scudi contro l’inflazione per evitare ogni downgrading nella qualità del cibo messo in tavola. Molti sono i piatti che non devono passare attraverso preparazioni particolarmente elaborate, e che un tempo venivano realizzati con il ricorso a scarti e avanzi, come ad esempio pesci troppo piccoli per essere commercializzati nei mercati, o con ingredienti facilmente recuperabili, spesso addirittura gratuitamente, castagne o funghi. Non sorprende quindi che oltre il 70% degli italiani per gli acquisti e la propria dieta preferisce prodotti utilizzabili in ricette semplici».

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