Elettronica

Computer, la frenata delle consegne colpisce i big (e soprattutto Apple)

Nel primo trimestre calo a doppia cifra i principali produttori di pc. In difficoltà anche le fabbriche di microchip, alle prese con un eccesso di offerta

di Matteo Meneghello

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(dpa)

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L’eccesso di scorte continua a penalizzare l’avvio d’anno dei produttori di personal computer, che nel primo trimestre dichiarano un calo delle spedizioni del 29 per cento a 56,9 milioni di unità (al di sotto del livello di inizio 2019), di pari passo con il venire meno della domanda legata al boom del lavoro a distanza proprio dell’era pandemica. Lo riferisce un report di Idc (International data corporation). Apple, in particolare, ha dichiarato un calo del 40,5 per cento nella prima frazione dell’anno. Tra gli altri leader di mercato, Lenovo e Dell hanno registrato un calo superiore al 30 per cento, mentre le spedizioni di Hp nello stesso periodo sono scese del 24,2 per cento. Nessuno tra i principali brand del settore è rimasto escluso dalla frenata, con Asustek Computer che ha accumulato un ritardo del 30,3 per cento.

La situazione globale

Il rallentamento della spesa dei consumatori nell’ultimo anno ha portato a un calo a doppia cifra nelle spedizioni di smartphone e a un crescente eccesso di scorte tra i produttori di microchip. Samsung Electronics, che rifornisce le componenti per la memoria di portatili, device e desktop pc, la settimana scorsa ha annunciato un taglio della produzione dopo avere riportato gli utili più magri dalla crisi finanziaria del 2009.

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Nonostante il destocking della distribuzione si sia sostanzialmente esaurito negli ultimi mesi, «resterà ancora ben al di sopra della soglia fisiologica almeno per le prossime quattro-sei settimane - ha detto a Bloomberg Jitesh Ubrani, research manager di Idc -. Anche a fronte di pesanti riduzioni del prezzo, la distribuzione e i produttori di personal computer prevedono che gli stock di magazzino si mantengano elevati fino a metà anno e potenzialmente anche fino al terzo trimestre».

L’opportunità

L’aspetto positivo di questa situazione è che il raffreddamento della domanda sta fornendo ai produttori lo spazio e il tempo per costruire le condizioni per il cambiamento, in una fase in cui «molte attività iniziano a esplorare la possibilità di produrre al di fuori del territorio cinese» prosegue il report di Idc. Apple, per esempio, sta gradualmente diversificando la geografia della sua impronta manifatturiera nel mondo, nel momento in cui l’inasprirsi delle tensioni tra Usa e Cina minacciano di danneggiare il delicato equilibrio della sua catena di fornitura.

Guardando all’anno prossimo, i ricercatori di Idc prevedono un potenziale rimbalzo per i produttori di computer, guidato dall’invecchiamento del parco hardware installato, bisognoso di un aggiornamento, unito a una ripresa dell’economia globale.

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