Coppie di fatto, arriva la negoziazione per i contrasti sui figli
Perimetro di garanzie esteso per i conviventi che, sulle liti, conquistano la possibilità di accordarsi, assistiti dagli avvocati
di Selene Pascasi
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Parliamo di coppie di fatto. Può accadere, dopo anni di convivenza (durante la quale è nato un figlio) che la relazione entri in crisi, fino a decidere di lasciarsi. Ovviamente, ci sono da affrontare questioni riguardanti l’affido del bambino e del suo mantenimento, ma non sempre ci si trova d’accordo. Vediamo se occorre per forza rivolgersi a un giudice oppure se ci sono alternative offerte dalle norme.
Diciamo subito che l’alternativa c’è. È stata introdotta dalla riforma del processo civile (legge 206 del 26 novembre 2021) che, dal 22 giugno, tra le altre novità, estende ai conviventi che si dividano la possibilità di raggiungere un accordo sulle questioni relative ai figli attraverso la convenzione di negoziazione assistita dagli avvocati. Lo strumento serve a trovare – con il supporto di almeno un legale per parte – un’intesa soft per evitare la causa che, comunque, resta un’ipotesi percorribile per stabilire il regime dell’affidamento, la misura del mantenimento e le modalità di visita e di frequentazione della prole.
Contenzioso sempre meno battuto stando ai numeri forniti dal Consiglio nazionale forense che, per il 2019, parla dell’85% di scontri familiari risolto su accordo delle parti. Percentuale, più alta rispetto a quella ottenuta con altri strumenti conciliativi come la mediazione, destinata a crescere oggi che non è più riservata solo ai genitori sposati. Peraltro, l’ambito operativo della convenzione di negoziazione assistita non è affatto ristretto.
Difatti, si potranno pattuire: le modalità dell’affido e del mantenimento dei figli minorenni o maggiorenni economicamente non autonomi nati fuori dal matrimonio; la determinazione dell’assegno di mantenimento che i maggiorenni non ancora indipendenti chiedano ai genitori; gli alimenti; la modifica delle condizioni stabilite per adeguarle alla situazione attuale. Insomma, optando per la convenzione di negoziazione assistita, la ex coppia può serenamente (si spera) concordare tutti gli aspetti che riguarderanno la vita dei figli.
Anche la procedura è semplice. Sottoscritta la convenzione, i rispettivi avvocati prospetteranno delle ipotesi di accordo e, una volta raggiunto, lo metteranno per iscritto allegando i documenti necessari (certificato di stato di famiglia e di nascita della bambina, dichiarazioni dei redditi dell’ultimo triennio). Il documento firmato sarà inviato al Pubblico ministero che ne valuterà la rispondenza agli interessi della minore.

