Coppie di fatto in crisi, ora dall’avvocato per l’accordo sui figli
Dal 22 giugno si amplia alle persone non sposate la negoziazione assistita dai legali per accordarsi su ailmenti e affido dei figli: ecco come funzionerà
di Valentina Maglione e Giorgio Vaccaro
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I punti chiave
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Dal 22 giugno si apre una strada in più per le coppie di fatto che si lasciano e che devono trovare un accordo sull’affidamento e il mantenimento dei figli. Potranno infatti cercare una soluzione attraverso la «convenzione di negoziazione assistita» dagli avvocati.
Questo strumento, introdotto nel nostro ordinamento nel 2014 (decreto legge 132), consiste appunto in un accordo tra le parti per risolvere in modo amichevole la controversia con l’aiuto degli avvocati. Finora ha dato buona prova di sé nell’ambito delle crisi familiari: qui si concentra la stragrande maggioranza delle intese raggiunte (l’85% nel 2019, in base ai dati del Consiglio nazionale forense) e l’utilizzo è in aumento (gli accordi sono saliti dell’8,8% nel 2021 rispetto al 2019, secondo l’Istat). La negoziazione assistita era però riservata alle coppie sposate, per formalizzare separazioni e divorzi senza passare dal tribunale. Adesso viene invece estesa ai conviventi.
A prevederlo è la riforma civile (legge 206/2021), che, oltre agli interventi a tutto campo su processo e soluzioni stragiudiziali, che devono essere attuati dai decreti legislativi delegati, contiene una manciata di novità in materia di diritto di famiglia che si applicheranno, senza bisogno di altri passaggi, ai procedimenti instaurati a decorrere dal prossimo 22 giugno. Così, cambia la procedura per gli affidi dei minori, vengono riviste le competenze del tribunale per i minorenni (che poi la delega prevede di far confluire nel tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie) e vengono ampliati i compiti del curatore del minore.
E poi si allarga la convenzione di negoziazione assistita, che si potrà usare non più solo per le soluzioni consensuali di separazione, divorzio o modifica delle condizioni stabilite inizialmente, ma anche per le questioni relative ai figli nati fuori del matrimonio e per gli alimenti. Ecco come funzionerà.
Chi può farla
Nel dettaglio, la riforma civile (al comma 35 dell’unico articolo) dispone che la convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte può essere conclusa anche tra i genitori (non sposati tra loro) per raggiungere una soluzione consensuale per disciplinare:

